Zanardi: «Sale scommesse senza autorizzazione, il Comune si attivi per i controlli»

Gloria Zanardi (gruppo misto) ha presentato un'interrogazione in merito, domandando al Comune se intende attivarsi anche nei confronti degli esercizi che offrono servizi di raccolta di scommesse sportive in favore di bookmaker esteri e che non risultano oggi in possesso di autorizzazione

Gloria Zanardi

«La Legge regionale n. 5/2013, successive modifiche ed attuazioni, ha dettato norme per il contrasto, la prevenzione, la riduzione del rischio alla ludopatia, stabilendo il divieto di apertura ed esercizio delle sale gioco e sale scommesse, e la nuova installazione di slot e videolottery, a distanza inferiore di 500 metri da luoghi qualificati sensibili (scuole, chiese, impianti sportivi, strutture sanitarie, luoghi di aggregazione giovanile ecc), individuati dal Comune con apposita mappatura.  Il Comune di Piacenza ha realizzato la mappatura e, come previsto dalla normativa, ha inviato le note informative e, successivamente, ha avviato i relativi procedimenti amministrativi per gli esercizi interessati dal divieto».  Gloria Zanardi (gruppo misto) ha presentato un'interrogazione in merito, domandando al Comune di Piacenza se intende attivarsi anche nei confronti degli esercizi che offrono servizi di raccolta di scommesse sportive in favore di bookmaker esteri e che non risultano oggi in possesso di autorizzazione di cui all'art. 88 TULPS per l'esercizio dell'attività scommesse rilasciate dalla Questura di Piacenza. «Nel territorio del comune di Piacenza sono presenti esercizi di questo tipo, alcuni dei quali risultano formalmente centro trasmissione dati o internet point, ubicati a distanza inferiore di 500 metri dai luoghi sensibili individuati nella mappatura. Ho chiesto al Comune se si è già attivato, o intende farlo, per applicare la disciplina della localizzazione anche nei loro confronti. Se si fa rispettare la normativa, già imperfetta, credo sia corretto che venga fatto anche, e soprattutto, nei confronti di esercizi già carenti di autorizzazioni, senza che questi possano giovare di dilatazioni temporali a discapito di altri, stante i tempi ristretti. Ho sollecitato anche maggiori controlli, di concerto con gli altri enti competenti, quali la Questura, in quanto nessuno può considerarsi dispensato dall'obbligo di richiedere l'autorizzazione di cui all'articolo 88 del TULPS, atteso che tale provvedimento è funzionale a prevenire eventuali infiltrazioni criminali. Più in generale, ritengo che la normativa regionale sia comunque lacunosa ed inadeguata. E' fondamentale prevenire e combattere la ludopatia, ma gli strumenti messi in campo potrebbero non essere efficaci a tale scopo; altre regioni hanno adottato differenti deterrenti che, ad oggi, si sono rivelati più incisivi. Si rimane sempre in attesa di una legge nazionale che possa dettare linee direttive uniformi e che prenda realmente in considerazione tutte le sfaccettature del tema».

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