«Rivedere il piano sanitario e destinare fondi non al nuovo ospedale ma a tecnologie e personale»

Silvia Brega, presidente del Comitato “I castlan i disan no”: con 230 milioni l’innovazione degli ospedali di tutta la provincia potrebbe essere garantita proponendo anche ai pazienti la migliore cura sanitaria pubblica

(Repertorio)

Egr.Direttore,
è iniziato l’anno 2019  e per quanto concerne l’argomento nuovo ospedale di Piacenza la telenovela continua all’insegna di proclami e smentite istituzionali.
Il riferimento riguarda l’annuncio da parte di parlamentari di Camera e Senato pentastellati di 230 milioni di euro già stanziati dallo Stato specificatamente per il nuovo ospedale di Piacenza, notizia prontamente smentita dall’assessore alla sanità Venturi, medico peraltro recentemente radiato dall’Ordine dei medici di Bologna per politiche sanitarie che evidentemente vanno a ledere la deontologia stessa della professione.
In tutto questo marasma ci chiediamo cosa devono pensare i cittadini piacentini che, per l’ennesima volta vengono presi in giro dalle Istituzioni , le quali, non mancano occasione per dimostrare di essere non credibili e non all’altezza della situazione.
A questo punto, forti delle nostre convinzioni di un piano sanitario proposto e approvato dai nostri sindaci in Ctss il 31 marzo 2017, non adeguato alle esigenze sanitarie del territorio, più che mai obsoleto e non in linea con i tempi, per questi motivi chiediamo per l’ennesima volta ai sindaci la revisione del piano stesso e che i 230 milioni di euro sventolati da tempo si concretizzino non per nuovi muri ma per investimenti in tecnologia robotica, personale sanitario altamente qualificato e servizi sanitari per i pazienti.
In un breve futuro il paziente ricoverato nel proprio ospedale potrà essere operato a distanza da un chirurgo di Milano o di Roma piuttosto che dagli Stati Uniti e quindi il futuro consiste nell’innovazione tecnologica che già oggi deve dominare negli ospedali e non nei muri di cui la città già abbonda, vedi ex Clinica Belvedere o ex Ospedale Militare, tenendo conto del fatto che non sarà più necessario tenere un’unica struttura visto che a breve i droni potranno trasportare sacche di plasma fino a una distanza di 40 Km; la necessità di posti letto e le strutture che accolgano i pazienti in modo dignitoso si impone visto lo stazionamento nei pronto soccorso di pazienti per giorni su barelle in attesa che si liberi un posto letto.
Con 230 milioni l’innovazione degli ospedali di tutta la provincia potrebbe essere garantita proponendo anche ai pazienti la migliore cura sanitaria pubblica.
Oggi più che mai si conferma ciò che abbiamo sempre affermato con forza: il potere dei sindaci. Lo vediamo con le proteste determinate e la disubbidienza contro il Decreto Sicurezza, non abbiamo sentito i sindaci altrettanta determinazione e disubbidienza nei confronti del Decreto Balduzzi che vede costantemente il depotenziamento degli ospedali a livello nazionale con le conseguenze che sono evidenti, distruggendo una delle sanità pubbliche che fino agli anni 2000 veniva considerata la migliore al mondo.
Ora i sindaci della provincia di Piacenza abbiano un sussulto di coscienza e, come massimi rappresentanti sanitari del luogo chiedano la revisione del piano sanitario che sta affossando completamente la sanità piacentina; l’accorato appello è rivolto soprattutto al sindaco Barbieri che, forte degli 11 voti e degli 8 come presidente della Provincia, ha il potere di richiedere una sanità pubblica utile, efficiente e al passo con i tempi, appellandoci anche alle competenze professionali di cui dispone, chiediamo una difesa dei cittadini stanchi di essere vituperati dalle istituzioni.
 

Silvia Brega
Presidente del Comitato “I castlan i disan no”

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