Se la differenziata funziona e il recupero è effettivo

La multiutility Hera registra il 93,5% di rifiuti realmente recuperati con la raccolta in Emilia-Romagna

In regione, trentamila tonnellate di rifiuti passano dalla raccolta indifferenziata a quella differenziata, venendo avviate verso il recupero di materia. E nel primo semestre 2013 la raccolta differenziata sul territorio emiliano romagnolo gestito da Hera (187 Comuni da Modena a Rimini, Piacenza compresa) cresce di 3,5 punti percentuali, arrivando al 53,7%.

A fornire questi soddisfacenti dati è il report “Sulle tracce dei rifiuti”, presentato nei giorni scorsi a Bologna da Hera e aggiornato con i dati del 2012 (verificati dal prestigioso istituto indipendente DNV Business Assurance). Lo studio - che si concentra non solo sulla percentuale di raccolta differenziata, ma anche sulla quantità di materiale effettivamente recuperato - conferma il trend positivo degli ultimi 4 anni, che hanno visto crescere la differenziata ogni anno del 2,5% circa e dimostra che il 93,5% di quanto raccolto in modo differenziato sul territorio gestito dalla multiutility viene effettivamente avviato a recupero e reimmesso nel ciclo produttivo, contribuendo così a limitare il consumo di materie prime.

In particolare, queste sono le percentuali recuperate per ogni tipo di materiale: nel 2012 è migliorato il recupero della raccolta della carta, passato dal 92,4% al 95,7% (58,7 kg/abitante). Tra i materiali con la percentuale di recupero maggiore si segnalano, oltre alla carta, il ferro (100%, 2,4 kg/abitante), i rifiuti verdi (97,3%, 63,9 kg/abitante), il vetro (94,7%, 30,6 kg/abitante), i metalli intesi come imballaggi in alluminio, acciaio e banda stagnata (92,8%, 1,4 kg/abitante), la plastica (84,9%, 24,8kg/abitante).

Per proseguire e implementare il suo impegno, Hera ha in corso un ambizioso piano di rafforzamento dell’impiantistica al servizio della raccolta differenziata per 480 milioni di investimenti in programma nel quinquennio 2013-2017. In quest’ambito si colloca la realizzazione di 5 biodigestori, impianti in cui l’innovativo sistema della digestione anaerobica trasforma i rifiuti in compost ed energia elettrica.

Complessivamente, la produzione potenziale di energia elettrica rinnovabile sarà di oltre 32 milioni di KWh annui, pari al fabbisogno annuo di oltre 35.000 persone, e si avrà un risparmio di emissioni in atmosfera di 17mila ton. di CO2. Un secondo fronte è poi quello della realizzazione di linee per la selezione dei rifiuti differenziati dotate di lettori ottici, che consentono una selezione più veloce e precisa, assicurando percentuali più alte di materiale effettivamente destinato a recupero.

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