Mercoledì, 22 Settembre 2021
Attualità Ottone

A Ottone una mostra dedicata a San Giuseppe, simbolo di tutti i padri

L’esposizione “Custodi del sogno di Dio” allestita nell’Oratorio di San Rocco è visitabile tutti i giorni fino al 12 settembre

La mostra “Custodi del sogno di Dio" allestita a Ottone

L’anno 2021 dedicato a San Giuseppe è ricordato a Ottone dalla mostra “Custodi del sogno di Dio”, allestita nell’Oratorio di San Rocco, principalmente dedicata alla figura di San Giuseppe ricordato come Padre lavoratore, Padre nella tenerezza, (Papa Francesco- 2020) Custode del Redentore (Redemptoris Custos Giovanni Paolo II 1989).  Papa Francesco con la lettera Apostolica “Patris corde” ha voluto dedicare questo anno 2021 alla figura sapiente e mite di San Giuseppe, l’uomo giusto, l’umile falegname di Nazareth, lo sposo di Maria, chiamata da Dio a collaborare con lui alla realizzazione del progetto di salvezza. A lui, “Santo del quotidiano”, molto nell’ombra anche nei Vangeli, è particolarmente dedicata la mostra.

                                   La mostra a Ottone Custodi del sogno di Dio3-2

L’esposizione - visitabile fino al 12 settembre tutti i giorni con apertura giornaliera dalle 10 alle 12 e al sabato e domenica anche dalle 21 alle 22 - offre un cammino di riflessione articolato su tre temi:

- GIUSEPPE, CUSTODE DEL REDENTORE: Umili attrezzi da falegname dismessi da storica bottega locale - Sculture di Gianluca Negri dal recupero e riciclo creativo/artistico di elementi semplici ed occasionali reperiti sul territorio: sassi, ferro, legno - Opere d’arte concesse dal dottor Erminio Crenna (XVIII secolo e contemporanee) - Pala d’altare del transito di San Giuseppe (XVIII sec).

- MARIA, MADRE DEL REDENTORE: Umili elementi di vita quotidiana: il bucato, la tessitura - Opere d’arte del dottor Erminio Crenna (XIX sec)- Pala d’altare della Deposizione (XVIII sec.).

- GESÙ, REDENTORE DELL’UOMO: Raccolta di croci realizzate da Gianluca Negri - Pannello ragazzi del catechismo - Croce dorata processionale (XVIII sec). Parte delle opere sono state create da Gianluca Negri, Piacentino della val Chiavenna, autodidatta che attinge alle varie tecniche di scultura, alternandole in base all'ispirazione del momento, dando vita ad opere sacre fatte di esperimenti materici. Fondamentali sono la ricerca del materiale, che proviene dal territorio di residenza, abbinamenti voluti e cercati con uno studio certosino che porta le sue opere ad esprimere al meglio le sfaccettature della vita e della morte.

I cavalletti espositori presenti in mostra sono stati concessi gentilmente dal professor Bernardo Carli della "Fabbrica dei grilli " di Piacenza con il quale, la parrocchiale di Ottone, ha condiviso altre iniziative.

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