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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Monticelli / Monticelli d'Ongina

«Bene la bocciatura della Provincia dell'insediamento a Monticelli da due milioni di mq»

Legambiente auspica che si varino ulteriori strumenti di Valutazione ambientale di tali insediamenti: «Un atto importante della Provincia di Piacenza che dimostra che il pubblico può arginare questo settore»

Legambiente esprime «soddisfazione per la bocciatura da parte degli uffici provinciali del maxi progetto di nuova logistica nella pianura piacentina, che prevedeva quasi 2 milioni di mq di cemento tra Caorso e Monticelli d’Ongina. Un secondo importante stop – dopo quello del bolognese ad Altedo di Malalbergo – che mostra come le istituzioni, se vogliono, possono mettere un freno a questo settore che sta aggredendo il territorio in varie parti della regione». Lo scrive in una nota Legambiente Emilia Romagna, spiegando che la logistica è «un settore che rischia di continuare a produrre perdita di suolo agricolo, sempre più prezioso per il contrasto ai cambiamenti climatici, perdita di ecosistemi e traffico impattante. Oltre ai risvolti sociali ed economici negativi legati ad un comparto fluido e caratterizzato spesso da modalità predatorie».

Nello specifico di Piacenza «il parere della Provincia mette un’importante pietra miliare nelle strategie di contenimento di questi impatti; strategie che Legambiente richiede da tempo. Particolarmente importante risulta la motivazione sottostante alla bocciatura del progetto che accoglie ed avvalora, nella sostanza, le motivazioni e le osservazioni contrarie presentate dal Circolo di Legambiente Piacenza. Ovvero, la conferma che gli insediamenti logistici, non sono da considerarsi insediamenti strategici e quindi da escludere dal limite del 3% di ulteriore consumo di suolo rispetto al territorio urbanizzato al 1.1.2018. Un approccio che ci auguriamo possa diventare un punto fermo nella corretta applicazione dei dettami della Legge Regionale 24/2017 sull’urbanistica» – commenta Legambiente.

«Questo punto fermo dovrebbe auspicabilmente far comprendere anche agli Amministratori più riottosi a qualsiasi invito a contenere il consumo di suolo, che le porte aperte alla logistica compromette la possibilità di accogliere eventuali future proposte insediative e produttive di maggiore utilità sociale e occupazionale». «Ricordiamo che il progetto presentato riguardava un insediamento di oltre 1 milione e 800 mila metri quadrati – l’equivalente di 264 campi da calcio - sul territorio di due comuni (Caorso e Monticelli d’Ongina). Progetto unitario peraltro presentato con modalità non conformi alle regole previste dal PTCP, come da noi osservato, e oggi confermato dagli uffici tecnici della Provincia di Piacenza, all’esclusivo scopo di eludere le norme della nuova legge urbanistica e di evitare i vincoli da questa indicati».

«Al di là delle imperfezioni e criticità che il testo della legge regionale 24/2017 indubbiamente contiene, Legambiente continua pervicacemente a impegnarsi per il rispetto, a livello regionale e locale, degli obiettivi strategici di preservazione del suolo per i quali è stata formalmente licenziata. E’ necessario che anche le valutazioni ambientali di tali insediamenti debbano essere adeguate e rigorose per analizzare attività che incidono negativamente su tante matrici ambientali e sociali». «Si assiste infatti ad una sostanziale carenza di analisi che da sempre denunciamo – conclude la nota -, ma che nelle more delle scadenze imposte dalla nuova Legge Regionale contro il consumo di suolo, stanno letteralmente intasando, in queste ultimi mesi e ultime settimane, gli uffici urbanistici e di pianificazione di molti comuni della Regione. Si richiama dunque alla necessità di un adeguato coordinamento regionale e adeguati strumenti, che aiuterebbe gli enti locali ad affrontare tali sfide».

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