Chiesa piacentina presenza viva, con davanti la sfida di riavvicinare i giovani

Nel corso di un incontro presso la sala Piana dell’Università Cattolica di Piacenza sono stati presentati i risultati dello studio “Dal Business all’anima”, condotto da un gruppo di studenti della facoltà di Economia e Giurisprudenza della Cattolica sulla vita pastorale della comunità cristiana piacentina e sul suo impegno sociale e culturale

La Chiesa piacentina è una realtà culturale, sociale e spirituale viva e ben radicata nella società piacentina, con una consistente base di volontariato per l’assistenza dei più deboli e con diverse importanti iniziative culturali tese a valorizzare il grande patrimonio artistico che la contraddistingue. Ma l’età media dei sacerdoti è sempre più elevata, ne è carente la presenza su un territorio collinare montano sempre più spopolato, e soprattutto è fondamentale riavvicinare sempre più giovani alla chiesa perché rappresentano il suo futuro.

Nel corso di un incontro presso la sala Piana dell’Università Cattolica di Piacenza sono stati presentati i risultati dello studio “Dal Business all’anima”, condotto da un gruppo di studenti della facoltà di Economia e Giurisprudenza della Cattolica sulla vita pastorale della comunità cristiana piacentina e sul suo impegno sociale e culturale. L’iniziativa ha preso le mosse dal manager piacentino Giuseppe Borea, oggi consulente Mediaset, che nell’aprile 2017, in occasione della pubblicazione di un volume sullo zio don Giuseppe Borea, sacerdote piacentino morto nel febbraio 1945 per mano dei nazifascisti, è stato colpito dalla presenza e dalla vivacità della Chiesa piacentina. Da qui il desiderio di raccontare il riflesso che l’opera della Chiesa ha sulla vita civile, sia sul piano economico (ovvero sulla capacità di muovere risorse) che sul piano educativo (perché muove delle persone), per mostrare un “popolo in cammino”.

L’Università Cattolica è stata coinvolta nel progetto per il suo lavoro nel campo della formazione; punta, infatti, a offrire ai giovani un percorso per diventare soggetti attivi della società. L’iniziativa ha incontrato la disponibilità della preside Anna Maria Fellegara e dei proff. Paolo Rizzi, Antonio Chizzoniti, Anna Gianfreda e Barbara Barabaschi ed ha coinvolto 15 studenti della Facoltà di Economia e Giurisprudenza, che hanno raccolto dati sulla realtà ecclesiale nei suoi diversi ambiti e mettendo a fuoco alcune esperienze significative di parrocchie, congregazioni religiose, associazioni o movimenti laicali.

Un evento promosso dal Rotary Club Piacenza Farnese (presente il presidente Roberto Gatti) per presentare in anteprima il rapporto che mons. Luigi Chiesa Vicario generale diocesano, nelle sue conclusioni, ha definito “un grande lavoro che rimane; dobbiamo accogliere queste riflessioni per meglio comprendere ed affrontare con speranza le sfide ricordando che (ha citato Papa Ratzinger) un uomo vede solo nella misura in cui ama. Uno sguardo alla nostra Chiesa da coloro che ne fanno parte”.

Dopo i saluti della Preside Annamaria Fellegara (giovani che si impegnano, che hanno voglia di mettersi in gioco con percorsi formativi), di Roberto Gatti (il Rotary Farnese ha finalità di aiuto al volontariato ed al service per le persone bisognose) e di Giuseppe Borea, è iniziata l’illustrazione dei dati raccolti, da cui si evince la forte, consistente presenza di laici (1200 persone) e sacerdoti, di cui gran parte volontari ed una più piccola parte retribuita, che opera in oltre 60 associazioni ed enti con diversi ambiti di intervento, dalle famiglie, al disagio adulto agli anziani. Nella presentazione si è parlato anzitutto della Caritas il cui assioma è “servire tramite l’ascolto e l’accompagnamento della persona a 360°. Alcuni dati: 140 pasti al giorno, 10 posti letto, centri diurni con borse viveri (50.000 l’anno), fondi di crisi, accordi con la GDO per valorizzare le giacenze alimentari. Ed ancora prospettive di collaborazione con imprese e realtà che operano sul territorio con utilizzo dei pasti non consumati nelle mense ed impiego degli operatori di cucina in occasione di feste ed eventi. Poi strutture per l’accoglienza ai minori, alle donne, al disagio adulto e 25 strutture per anziani. Si punta anche al restauro per edifici dismessi.

Non certo lusinghiero il quadro del rapporto tra cattolici effettivi e quelli praticanti. Inoltre il 53% dei sacerdoti supera i 71 anni; i giovani si allontanano e l’interesse lavorativo è divenuto predominante. Sarebbe necessario avvicinare le famiglie (e quindi i bambini) attraverso iniziative di sport e ludiche. Culturalmente la chiesa piacentina in questi ultimi tempi ha vivacizzato l’humus culturale con iniziative che hanno attratto molto turismo da Piace Lift con risalita al campanile del Duomo, alla mostra sul Guercino, fino ai Misteri della Cattedrale. E poi diversi interventi di restauro. In prospettiva una mostra interattiva in S. Sisto per la Madonna sistina di Raffaello (ora a Dresda) ed il progetto “Adotta una chiesa” rivolto agli imprenditori. Emanuele Consonni e Serena Fontana di Sky hanno ricordato l’impegno della loro emittente per associazioni non profit, le iniziative come “Un mare da salvare” ed i canali dedicati per strutture pediatriche del nostro paese.

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