«Ecco cosa fa "Fiorenzuola oltre i confini"». Il racconto di Alessandro, volontario quasi per caso

Molto attiva a Fiorenzuola, è una Associazione che opera nel campo della cooperazione e della solidarietà internazionale con progetti ed interventi umanitari. I giornalisti in erba del "Mattei's Blog" hanno intervistato uno dei tanti volontari

Nella foto sopra un gruppo di volontari dell'associazione. Sotto Alessandro Ghisleri

Fiorenzuola Oltre i Confini è una Associazione di volontariato che opera nel campo della cooperazione e della solidarietà internazionale con progetti ed interventi umanitari soprattutto in campo sociale. Particolare attenzione verso i soggetti più deboli, ovvero bambini e anziani, Fiorenzuola oltre i Confini, si propone di aiutare tutte quelle persone, di diversa nazionalità, che all’interno del territorio nazionale chiedono aiuto per le difficoltà incontrate a causa del loro stato di immigrati. Parole d’ordine del Foic sono solidarietà e impegno. Per conoscere meglio quest’Associazione la redazione del blog dell'Istituto Superiore "Enrico Mattei", ha intervistato un volontario, Alessandro Ghisleri, 23 anni, studente all’Università di Bologna. Ragazzo solare e simpatico che ha risposto e tutte le nostre domande.

Alessandro Ghisleri-2Alessandro, cosa studi?

Geografia e Geologia dei processi territoriali.

Impegnativo… (Alessandro risponde con un’alzata di spalle e sorride) Cosa ti ha spinto a diventare un volontario?

Intanto, la curiosità. Mi sono presentato qui al Foic e ho subito sentito una sintonia con le finalità del progetto di solidarietà di Fiorenzuola Oltre i Confini. L’ambiente qui è familiare, di condivisione. Inoltre, conoscevo Luigi Danesi, il direttore di sempre, (Alessandro si rivolge in modo scherzoso all’ex presidente, come a volersi burlare bonariamente di lui. Da diversi anni a dirigere il Foic è Simona Solvi, che avevamo incontrato in un’altra occasione, sempre organizzata dallo Svep. ndr).

No, all’inizio sono stato affiancato da una tutor, Silvia Carbonari, anche lei una volontaria.

Quanto tempo occupi a questa attività?

Diciamo che in linea di massima la mattina, ma se gli obblighi universitari non mi impegnano vengo volentieri anche in altri orari. Il sabato mattina è possibile trovare Karan e Asmara.

Altri volontari?

Sì, sono anche loro volontari. Ci sono tre ragazzi stranieri, studenti-lavoratori, residenti in Italia da almeno un decennio e aiutano il Foic da diversi d'anni: chi due annualità, chi da un lustro, non ricordo con precisione.

Ci racconti qualche fatto particolare che ti è accaduto?

Spesso, quando sono al bar, incontro diverse persone straniere che ho avuto modo di conoscere in qualità di volontario: mi riconoscono e mi offrono la colazione. Questo dimostra la riconoscenza che hanno nei miei confronti e mi rende molto orgoglioso e gratificato per l'attività che sto svolgendo come volontario.

Nello specifico di cosa vi occupate?

Oltre che essere una presenza come dire, psicologica, ci occupiamo di compilare pratiche amministrative: permessi di soggiorno, rinnovi degli stessi, cittadinanza e un tempo ci occupavamo anche dei ricongiungimenti familiari, ma quello è un iter burocratico un poco più complicato.

Qual è, tra i numerosi eventi che organizzate, quello che ti colpisce di più?

Sicuramente la Festa Multietnica nel mese di settembre. Una festa che valorizza le numerose culture straniere presenti nel nostro territorio: si tratta di un evento molto sentito a Fiorenzuola, che risponde in modo positivo a questa festa: i numeri delle presenze sono sempre molto elevate.

Da dove provengono i cittadini stranieri che frequentano la vostra associazione?

Parto da una premessa: i cittadini stranieri che riceviamo al Foic non sono migranti illegali. Anzi, il 90-95 per cento di loro ha un lavoro: operai, agricoltori, altri ancora aprono ristoranti tipici dei loro paesi d'origine. Inoltre, gli stranieri che possiedono la cittadinanza e che vivono in Italia da più anni fanno da mediatori a quelli da poco arrivati e in difficoltà con la lingua. Nel nostro comune, i cittadini extracomunitari a cui dedichiamo la nostra attenzione nella nostra associazione provengono da qualsiasi paese del mondo: sono presenti grandi quantità di individui provenienti da paesi dell'Africa Subsahariana, quali Burkina Faso, Senegal e Costa d'Avorio, dell'Africa del Nord, come Marocco, Algeria, Egitto, Tunisia. Altri stranieri provengono dall'Est Europa (Ucraina, Moldavia, Albania), dall'Oriente (India, Sri Lanka e Filippine) e anche dal Sud America (Ecuador, Perù, Cuba, Colombia, Brasile). Insomma, è un bel crogiolo.

Secondo te, perché gli stranieri scelgono proprio Fiorenzuola?

Fondamentalmente per ricongiungersi con i loro familiari, arrivati qui in passato. Poi, va detto che la nostra è una cittadina abbastanza sviluppata nel settore secondario e terziario, quindi si mostra come una sorta di “terra promessa” per la ricerca del lavoro.

Ti piace aiutare le persone?

Sì, molto.

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Mi piacerebbe aprirmi una start-up finalizzata proprio sullo studio del territorio. 

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