I valori lasalliani dai banchi di scuola e per sempre

I riconoscimenti 2019 a Carlo Loranzi, Andrea Fanucci e Gabriele Borgoni

Il gruppo dei partecipanti

L’insegnamento educativo “lassaliano” che nella nostra città è stato diffuso e applicato  dal Collegio San Vincenzo, la cui fondazione risale al1843 per volere della duchessa Maria Luigia e che ha continuato l’attività fino agli anni Settanta del secolo scorso, è una matrice plasmante di valori della tradizione cristiana, di positività e di concretezza che accompagna tutta la vita di chi l’ha ricevuto. L’hanno testimoniato gli interventi che domenica mattina, al Seminario Vescovile di via Scalabrini, nel nome dell’amicizia maturata sui banchi di scuola, hanno animato il 32esimo annuale raduno della Storica Associazione Ex- Allievi del “Collegio San Vincenzo di Piacenza dei FSC 1843”. I temi degli interventi - coordinati dal neo Presidente Maurizio Dossena con il pas-Presidente Roberto Egalini (31 anni alla guida dell’Associazione) e il vice Roberto Laurenzano, pure lui fresco di nomina - hanno sfiorato il passato e parlato di presente e futuro, di valori cristiani, di libertà di formazione scolastica. L’assessore Jonathan Papamarenghi ha portato il saluto del sindaco Patrizia Barbieri e ha assicurato il suo appoggio alla richiesta della associazione di avere, una volta terminati i lavori di recupero, una propria sede nell’edificio che affaccia su Via San Vincenzo e che fu sede storica del Collegio.

Sono intervenuti Federico Lampiano di Torino,Tesoriere nazionale della Fed.Ex.Al, che ha annunciato il convegno a Roma in occasione del 300° Giubileo Lasalliano (23 e 24 novembre prossimi), Giuseppe Ticchi, vicepresidente Associazione piacentina con il consigliere Paolo Corvi Mora, Giuseppe Dossena, ex allievo, i Premi Lasalle 2018: Massimo Polledri e Pietro Corvi Mora; con loro i neo insigniti Carlo Loranzi, Premio la Salle 2019 a ex allievo, quale riconoscimento per la sua intensa testimonianza culturale nella nostra città e per il suo determinante contributo alla rinascita di un antico gioiello dell’architettura religiosa, e Andrea Fanucci e Gabriele Borgoni del Family Day – Comitato Difendiamo i nostri figli” Premio Lasalle d’oro 2019 (riconoscimento a chi non ha frequentato il Collegio), per la concreta e assidua testimonianza di valori e di azione, a difesa della Famiglia naturale e cristiana. Targhe d’onore agli ex allievi Carlo Corradini e Francesco Manfroni. Un commosso ricordo è stato rivolto alla memoria di fratel Egidio Mura, Gaetano Favari e Roberto Bravi. 

Tra i rilevanti temi trattati la Libertà di educazione, della parità scolastica, obiettivi testimoniati nella nostra città dalle scuole “Sant’Orsola” e “San Giovanni Paolo II”, che si ispirano ai principi educativi e formativi del Collegio San Vincenzo. 

La prima, operativa da quest’anno, è stata illustrata dalla coordinatrice dell’attività didattica prof. Donatella Vignola, (43 anni d’insegnamento al Liceo Gioia), che ha evidenziato come la Scuola paritaria Sant' Orsola, sia nata per dare continuità al ramo della formazione primaria dello storico Istituto Orsoline di Maria Immacolata, raccogliendone la prestigiosa tradizione educativa e in simbiosi con proposte didattiche innovative. Ha sede nel Centro Storico (via Campo della Fiera, 8 – a fianco del Liceo Gioia), in un fabbricato di recentissima costruzione che ospita i locali uffici, aule standard e speciali, palestra, area gioco e altri servizi. La sede è stata acquisita grazie al sostegno della Banca di Piacenza. Tra le particolarità dell’insegnamento la cultura delle nostre origini al fine di dare ai ragazzi quella conoscenza di giudizio da valere nel confronto delle offerte multiculturali che caratterizzano il tempo presente, nella consapevolezza che “tutti vediamo lo stesso sole”. Tra le caratteristiche della scuola, l’insegnamento delle lingue già nella prima elementare.

Il professor Carlo Dionedi ha raccontato le peculiarità della scuola libera parentale “Giovanni Paolo II”, nata nel 2016 da un gruppo di insegnanti e genitori insoddisfatti dal sistema scolastico statale che nelle statistiche Ocse è in costante ribasso qualitativo. La maggior parte degli insegnanti è in servizio in scuole statali e insegna a titolo di volontariato in questa struttura scolastica, dove si può dedicare all’istruzione senza dovere dedicare tempo a carte burocratiche prodotte da chi in classe non entra. La scuola fa riferimento ai valori cristiani ed è aperta a tutte le realtà; non è paritaria e al termine di ogni anno scolastico gli alunni devono sostenere un esame di idoneità al passaggio alla classe superiore. Questo che in apparenza appare un handicap, in realtà non lo è perché costituisce un traguardo che obbliga insegnanti e alunni a un consapevole impegno. Ci sono poi ragioni tecniche ed economiche alla base della rinuncia ad essere scuola paritaria: per ottenere tale qualifica occorre essere in possesso di strumenti e strutture costose, rinunciare al volontariato con l’assunzione di tutto il personale in possesso di abilitazione, senza poter esercitare un criterio di scelta personale in funzione di capacità e attitudini. La scuola ha sede in via Torta, 65.

Al termine del convegno don Romano Pozzi ha celebrato la Santa Messa nel tempio dell’Istituto.

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