«Il Klimt è autentico ed è in discrete condizioni». Dov'è stato per ventidue anni?

Il Ritratto di Signora di Klimt ritrovato a dicembre da alcuni giardinieri in una cavità di un muro esterno della Ricci Oddi è quello rubato nel 1997 ed è autentico: si trova in un discreto stato conservativo. Applausi ed emozione durante la conferenza stampa alla Banca d'Italia

Il Ritratto di Signora alla Banca d'Italia

Il Ritratto di Signora di Klimt ritrovato da alcuni giardinieri in una cavità di un muro esterno della Ricci Oddi il 10 dicembre 2019 è autentico ed è quello rubato dalla stessa galleria il 22 febbraio 1997. Lo hanno annunciato, al termine di lunghi e complessi accertamenti, i tre periti nominati dal sostituto procuratore Ornella Chicca che sta coordinando le indagini nel pomeriggio del 17 gennaio alla Banca d'Italia, dove il Klimt si trova per ragioni di sicurezza. E se il mistero sull'autenticità è risolto, non si può dire lo stesso delle indagini che riguardano come e chi l'ha rubato e poi restituito come non è stato svelato da quanto tempo la tela dal valore inestimabile sia rimasta in quell'intercapedine visto che - hanno detto - si trova in un discreto stato conservativo anche se non sarebbe stato tenuto, in questi 22 anni, in condizioni climatiche e ambientali ottimali. Su questo aspetto delle indagini nulla è stato svelato. Tanta l'emozione che ha preceduto l'annuncio di autenticità così come numerosi sono stati gli applausi. 

klimt-6Da oggi la tela sarà sottoposta agli accertamenti dattiloscopici e gli sforzi degli inquirenti saranno concentrati sugli autori del clamoroso furto e poi sull'inaspettata restituzione, in mezzo c'è un buco temporale di 22 anni.  A dar conto delle complesse analisi il maggiore Giuseppe De Gori (Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Bologna), Diego Cauzzi (funzionario per le tecnologie del complesso monumentale della Pilotta, Parma), Anna Selleri (funzionario restauratore delle Pinacoteca nazionale di Bologna) e Claudia Collina (storica e critica d'arte, funzionaria Ibc specialista in Beni Culturali). Con loro il dirigente della squadra mobile di Piacenza, Serena Pieri e i due magistrati Ornella Chicca e Antonio Colonna.  I tre esperti hanno dato conto dei rispettivi studi condotti: tutto collima, tutto torna, ogni dettaglio corrisponde: il Klimt è tornato a casa. In base alla ricognizione storica, archivistica e stilistica la congruità delle caratteristiche artistiche della superfice dipinta, la tecnica esecutiva dell'autore, la sua firma autentica e i pigmenti costitutivi da lui usati, e non secondariamente l'esattezza di coincidenza del verso dell'opera con la "ripresa d'insieme del verso originale del dipinto", il timbro della Galleria a inchiostro su gesso e in ceralacca sul telaio, di esposizioni (quella del trasportatore Bruno Tartaglia in alto a destra è stata strappata, così come in quella a sinistra del trasportatore Ambrosetti per la mostra romana "Ritorno alla seduzione") e le tracce antifurto ossia i fili di rame, mentre risultano assenti l'etichetta espositiva in alto a sinistra e il numero 858 sul telaio, il quadro è vero. E' quello acquistato dal collezionista Giuseppe Ricci Oddi nel 1925 e conservato fino al 1997 anno del furto. 

klimt-8La tela ritrovata nell'intercapedine è stata sottoposta ad esami specifici e confrontata con tutto l'incartamento prodotto negli anni della sua permanenza nella galleria della telam, tutto appunto corrisponde: ai 4 graffi in corripondenza della cornice lasciata a terra il giorno del furto, a tracce di colore argento lasciate dalla cornice dovuti a lavori di manutenzione passati, ai fili di rame incollati alla tela con del nastro adesivo, la macchia di gesso usata per imprimere il sigillo. Ma non solo, dagli accertamenti si vede come il viso della donna ritratta risulti l'unica parte del dipinto non coperta da una successiva pittura ad esclusione delle guance. Nel 1996 una studentessa, Claudia Maga con il direttore Stefano Fugazza, aveva scoperto come sotto il dipinto se ne nascondesse un altro, Ritratto di fanciulla adolescente, lo ha confermato in maniera incontrovertibile l'indagine multispettrale di controllo non distruttivo eseguito dal centro studi e ricerche Il Cenacolo di Roma all'epoca e anche oggi. Corrisponde al 100 per cento anche la craquelure, ossia l'andamento della maglia del cretto superficiale, che si apprezza grazie alla fotografia in luce radente del dipinto. 

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BARBIERI E PAPAMARENGHI: «PRONTI A VALORIZZARE QUESTO EVENTO STORICO»

colonna chicca klimt-2Finalmente non ci sono più dubbi sull’autenticità del “Ritratto di signora” di Gustav Klimt, ritrovato lo scorso dicembre dal personale che eseguiva interventi di manutenzione straordinaria alla Galleria Ricci Oddi su incarico del Comune. «Una notizia di importanza storica per la comunità artistica e culturale e per la Città di Piacenza», commentano il sindaco Patrizia Barbieri e l’assessore alla Cultura Jonathan Papamarenghi rivolgendo «un sentito ringraziamento alla Procura e ai periti, agli inquirenti ed alle Forze dell’Ordine che in questi anni non hanno mai abbandonato le indagini. Dopo la gioia per il ritrovamento da parte del signor Mohammed Abrjnaz e dei suoi colleghi, le indiscrezioni contrastanti di questi giorni hanno alimentato ancor più la suspense su una vicenda che ha tratti misteriosi. Questa conferma è senza dubbio motivo di gioia per Piacenza e per l’Italia; l’Amministrazione comunale è ben pronta ad attuare tutte le iniziative per valorizzare al meglio l’importante ritrovamento, la stupenda Galleria che ne è casa e tutta la Città: iniziative di carattere artistico e culturale, attività divulgative e modernissime performance virtuali che rendano Piacenza, a livello internazionale, meta obbligatoria».

Proseguono il primo cittadino e l’assessore: «Il grosso delle risorse che avevamo previsto per la realizzazione di numerosi progetti klimt-9artistici per questo 2020 saranno, fin da subito, fatte convogliare su iniziative, che dovranno vedere l’Amministrazione a fianco delle altre Istituzioni cittadine. Su questo quadro di uno dei fondatori del Secessionismo viennese, il grandissimo interesse, da sempre presente, è esploso a partire dalla data del suo ritrovamento vedendoci immediatamente attivi per preparare il territorio al riscontro internazionale che lo aspetta ma anche per una non secondarie attività di promozione, tra cui il lavoro per la redazione di un importante libro – un romanzo – che ne valorizzi la storia e renda anche nazional popolare l’appeal dell’opera e di Piacenza: notevole è infatti l’interesse da parte di editori nazionali, ma numerosi sono anche i registi cinematografici nel mondo che ci hanno contattato in queste settimane per lavorare su una così intrigante vicenda». Concludono gli amministratori comunali: «Questo ritrovamento vedrà pronto ed in prima linea il Comune di Piacenza per rispetto - doveroso - dell’arte e della cultura ma anche per valorizzare marcatamente la nostra Città. Un grazie di cuore, pertanto, a tutti coloro che hanno reso possibile questo straordinario risultato di importanza storica non solo per Piacenza ma anche per la storia dell’arte che viene finalmente risarcita dopo una grave perdita».

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