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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
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«Su orientamento sessuale e identità di genere il Parlamento non rappresenta più questa società»

In tanti hanno partecipato alla manifestazione "Ddl Zan, non finisce qua" che si è svolta nel pomeriggio di domenica 31 ottobre sul pubblico passeggio, e organizzata dall'associazione Arcigay Lambda Piacenza

«Apprendiamo con dolore che il Senato ha affossato la discussione sul disegno di legge contro le discriminazioni in base a sesso, identità ed orientato sessuale, abilisimo. Oggi più di ieri siamo convinti che il Parlamento non rappresenti più, su questi temi, il sentire maggioritario della società e sarà solo questione di tempo per avere anche noi, finalmente, una legge contro l'omolesbobitransfobia, la misoginia e l’abilismo come il resto d'Europa».
In tanti hanno partecipato alla manifestazione "Ddl Zan, non finisce qua" che si è svolta nel pomeriggio di domenica 31 ottobre sul pubblico passeggio, e organizzata dall'associazione Arcigay Lambda Piacenza. 
«“Sarebbe stato meglio venire a patti, invece di arroccarsi” iniziano a sostenere in molti riferendosi al concetto di identità di genere, all'introduzione a scuola del dialogo sulla sessualità e affettività, all'asserito rischio per la libertà di espressione» dice l'associazione piacentina in una nota.

«Ma come si può pensare di rinunciare al concetto di identità di genere, togliendo la tutela alle nostre persone transgender? Come si può pensare di togliere dalla legge il riferimento alla scuola, luogo tristemente noto per il bullismo omolesbobitransfobico che quasi tutte e tutti noi abbiamo tristemente subito? Come si può, pensare di rinunciare a tutelare dall'odio, al pari dell'appartenenza etnica, quella parte così importante dell'identità individuale costituita dall'orientamento sessuale e, appunto dall'identità di genere? Come si può, infine, pensare di negare la necessità di tutela da parte delle donne vittime di violenze e delle persone disabili?».

«Feriscono inoltre la sensibilità di tanti italiani le immagini di applausi e risate di esultanza dei parlamentari di destra dopo la votazione del Senato. Ovviamente legittimo il dissentire, ma davvero esultate per avere affossato una legge sui diritti civili e sulla lotta alle discriminazioni? Vogliamo urlare con tutta la nostra voce il nostro sdegno, e rivendicare ad alta voce il diritto di vivere in sicurezza e alla luce del sole per ciò che siamo». 

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