«Se non si depura l’acqua della rete fognaria i cittadini vanno rimborsati»

Maloberti (Noi per Rivergaro) presenta un’interrogazione al sindaco Albasi

Giampaolo Maloberti, consigliere comunale di “Noi per Rivergaro”, ha presentato una interrogazione a risposta orale sulle fognature del capoluogo e il fiume Trebbia. «Una quota considerevole delle fognature del centro abitato di Rivergaro – spiega il consigliere di minoranza nella sua interrogazione - confluisce direttamente nel Trebbia senza essere sottoposta preventivamente a nessun processo di depurazione. Durante il periodo estivo la portata del Trebbia diminuisce sensibilmente e l’effetto della immissione diretta della rete fognaria aumenta in modo esponenziale per la maggiore presenza di abitanti. Tutto ciò viene chiaramente evidenziato nel momento in cui si provvede al disfacimento della cosiddetta traversa di Sant’Agata e l’acqua defluendo lascia abbondanti residui derivanti dai depositi protesta maloberti anti vegani consorzio carne 03-2delle fognature sul greto».

«La mancata depurazione della rete fognaria comporta l’introduzione nell’acqua del Trebbia di sostanze organiche che richiedono elevati livelli di ossigeno per decomporsi privandone così le acque. Altra conseguenza è che i residui di farmaci con le urine sono in grado di interferire con il ciclo riproduttivo dei pesci e che i residui dei detersivi come candeggina e ammoniaca sono classificati come veleni ambientali». «Le reti fognarie oggetto della interpellanza confluiscono direttamente in Trebbia in concomitanza della passeggiata, luogo molto frequentato sia dai cittadini rivergaresi che dai turisti, e che uno degli accessi al lungo Trebbia, dall’angolo di Piazza Dante è adiacente al percorso a cielo aperto di questi scarichi fognari. Situazione che, abbinata alla presenza dei cassonetti dei rifiuti ubicati a circa 100 metri, contribuisce alla persistente e consistente presenza di esalazioni maleodoranti, generando: sicuramente condizioni non idonee dal punto di vista igienico sanitario allo svolgimento del mercato settimanale considerata la presenza di ambulanti preposti alla vendita di prodotti alimentari; un pessimo biglietto da visita per l’intera comunità e un palese deterrente allo sviluppo del turismo e di conseguenza del suo indotto».

«La corte di Cassazione con sentenza n 11270/2020 stabilisce che per effetto del d.lgs 18 agosto 2000 art 24 si è passati all’ applicazione della tariffa del servizio idrico integrato, di cui alla legge 5 gennaio 1994 n 36 art 13, e di conseguenza in rapporto alla tariffa di fognatura e di depurazione soggetta alla nuova disciplina afferma che i Comuni non possono chiedere il pagamento della tariffa di depurazione qualora non diano prova della avvenuta depurazione. La tariffa riferita al servizio di depurazione è infatti divenuta una componente acqua di scarico, fogne-2complessiva del servizio idrico integrato, configurato come corrispettivo di una prestazione complessa che, per quanto determinata nel suo ammontare in base alla legge, trova fonte non in un atto autoritativo direttamente incidente sul patrimonio dell’utente, bensì nel contratto di utenza. Con la medesima sentenza la Cassazione stabilisce che il rimborso deve essere pari alla quota di mancata depurazione di 10 anni a partire dal 2008 non accettando la prescrizione quinquennale come stabilito dalla sentenza della stessa Corte n 335/2008».

«Le funzioni d’Autorità sanitaria – aggiunge Maloberti nel suo documento - impongono al Sindaco urgenti condotte attive e non discrezionali in situazioni di scarico diretto di acque reflue urbane e/o domestiche proveniente dall’ abitato senza il passaggio obbligato in un depuratore e di conseguenza di intervenire mettendo in esecuzione gli opportuni interventi di accertamento e risoluzione della immissione nociva In data 14 giugno 2019 il sottoscritto ha provveduto ad inoltrare una interpellanza sulla medesima problematica». Per questo il consigliere interroga il sindaco Andrea Albasi: «Per avere informazioni certe, precise e documentate inerenti alle azioni messe in atto per ovviare alla sopracitata situazione in cui si configura la possibilità di inquinamento ambientale. Per sapere se e come intenda procedere relativamente all’ eventuale rimborso dei propri cittadini, alla luce della sentenza n 11270/2020, che hanno pagato senza doverlo la quota di depurazione».

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