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Stop all'ultimo alla riapertura degli impianti sciistici, al Passo Penice «In pista per protesta»

Il ministro della Salute Roberto Speranza firma un decreto che blocca il via libera alle attività sciistiche amatoriali nelle regioni in zona gialla - previsto per lunedì 15 febbraio - vietandole fino al prossimo 5 marzo. Una doccia gelata che ha raggiunto gli operatori del settore a poche ore dalla prevista e già annunciata riapertura

Passo Penice

Stop all'ultimo alla riapertura degli impianti sciistici. Il ministro della Salute Roberto Speranza domenica 14 febbraio ha firmato un decreto che blocca il via libera alle attività sciistiche amatoriali nelle regioni in zona gialla - prevista per lunedì 15 febbraio - vietandole fino al prossimo 5 marzo, ovvero alla scadenza del Dpcm del 14 gennaio scorso. Una doccia gelata che ha raggiunto gli operatori del settore a poche ore dalla prevista e già annunciata riapertura, suscitando immediate reazioni.«Domani i maestri di sci saranno in pista per protesta! Per chi vuole unirsi a noi tutti i servizi sono gratis» annuncia un post pubblicato sulla pagina Facebook del Passo Penice sci, anticipato di un solo giorno da un altro post che confermava agli utenti l'apertura degli impianti di Bobbio per la giornata di oggi. «Apriamo per protesta, per la mancanza di rispetto» commenta il titolare Andrea Sala.

«Il nostro sostegno va a chi operosamente, come solo la gente di montagna sa fare, si era predisposto seguendo le linee guida del Cts e avrebbe aperto gli impianti di risalita domattina assumendo, spendendo e lavorando! La Ski Area Santo Stefano d'Aveto e tutti gli altri esercenti (alberghi, ristoranti, commercianti, agricoltori) sono il valore aggiunto del territorio montano!» si legge nel post pubblicato sulla pagina Facebook Impianti Val d'Aveto. «Queste decisioni incoscienti ci piegheranno ma non ci spezzeranno! la montagna merita rispetto!».

Il provvedimento, spiega la nota del Ministero della Salute, «tiene conto dei più recenti dati epidemiologici comunicati venerdì 12 febbraio dall'Istituto Superiore di Sanità, attestanti che la variante VOC B.1.1.7, detta variante UK e caratterizzata da maggiore trasmissibilità, rappresenta una percentuale media del 17,8% sul numero totale dei contagi». «La preoccupazione per la diffusione di questa e di altre varianti del virus SARS-CoV-2 - si legge nel comunicato - ha portato all'adozione di misure analoghe in Francia e in Germania. Nel verbale del 12 febbraio, il Comitato Tecnico Scientifico, con specifico riferimento alla riapertura degli impianti sciistici nelle Regioni inserite nelle cosiddette “aree gialle”, afferma che “allo stato attuale non appaiono sussistenti le condizioni per ulteriori rilasci delle misure contenitive vigenti, incluse quelle previste per il settore sciistico amatoriale. il Governo si impegna a compensare al più presto gli operatori del settore con adeguati ristori».

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