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Martedì, 18 Gennaio 2022
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«Tante battaglie vinte, così abbiamo cambiato la questura in 20 anni»

Sandro Chiaravalloti lascia la guida del sindacato di polizia Siap di Piacenza per proseguire il lavoro al vertice dell'organizzazione regionale: «Abbiamo iniziato in tre, ora siamo i più rappresentativi»

«Di battaglie per i diritti dei poliziotti, in 20 anni di sindacato, ne abbiamo fatte tante. E le abbiamo vinte tutte, i fatti ci hanno sempre dato ragione». Così Sandro Chiaravalloti riassume i suoi quattro lustri trascorsi alla guida della segreteria piacentina del Siap, il Sindacato Italiano Appartenenti Polizia. Calabrese di origine e da tanti anni in servizio alla Polizia stradale di Via Castello, passa da oggi il testimone al collega Valter Verardi che è stato recentemente nominato nuovo segretario provinciale. 

«Abbiamo iniziato 20 anni fa ed eravamo in tre - ricorda Chiaravalloti, che continuerà a mantenere la carica di segretario regionale del Siap - mi hanno dato fiducia e dopo qualche tempo eravamo già il sindacato più rappresentativo a Piacenza, e lo siamo tuttora, arrivando nel tempo fino al 49 per cento».

Chiaravalloti parla di grandi battaglie, ma anche di «grandi drammi purtroppo vissuti in questi anni». Il riferimento principale è alla morte di un agente piacentino che anni fa fu trovato morto dopo essersi suicidato. «Sapevo che un collega stava male, dentro di me ho detto "lunedì lo chiamo". Purtroppo quel lunedì successivo la telefonata arrivò invece a me: fu trovato morto».

«Abbiamo cambiato tante cose in questura perché abbiamo iniziato battaglie sindacali che in molti pensavano fossero assurde, ma sono arrivate tutte al traguardo. Una delle più importanti vertenze è stata la valutazione del rischio stress correlato per i poliziotti. Nessuno ci pensava allora. Grazie però a uno sciopero della fame e a una grande battaglia, la prima questura a fare una riunione su quel problema è stata proprio quella di Piacenza, così come anche per la contrattazione degli orari dell'ordine pubblico. È successo addirittura che poi tanti colleghi da altre città ci hanno chiamato per sapere come fare».

Il Siap di Piacenza, e Chiaravalloti in particolare, è ricordato anche per un aspro confronto con un questore nel corso dei primi anni Duemila. Su questo argomento preferisce però non dilungarsi, limitandosi a concludere con un perentorio «Quello che allora denunciavo poi si è avverato».

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