Uccellacci e uccellini

Uccellacci e uccellini

Se si cancella la Camera di Commercio per fare un piacere al Sud (e a Unioncamere)

La Camera di Commercio di Piacenza è in una fase di stand by. Il 31 dicembre sono scaduti i suoi organi rappresentativi, in attesa del completamento del processo di accorpamento con gli enti camerali di Parma e Reggio Emilia

La Camera di Commercio di Piacenza è in una fase di stand by. Il 31 dicembre sono scaduti i suoi organi rappresentativi, in attesa del completamento del processo di accorpamento con gli enti camerali di Parma e Reggio Emilia. Diventerà un ente rappresentativo di 136 imprese, il sesto più grande d’Italia.

L’obiettivo che si è data Piacenza è ora quello di non perdere troppa rappresentatività nei confronti di due territori “più grossi”, con Parma che ha già ottenuto la sede centrale del nuovo ente.

Camera, quindi, senza un presidente, verso il commissariamento dell’ente: potrebbe essere lo stesso Filippo Cella a guidare questo momento di transizione, aspettando la nomina dei nuovi vertici.

La politica piacentina, giustamente, si chiede perché si sia andati verso questo percorso di accorpamento a livello nazionale. La risposta che ha fornito, molto sinceramente, il presidente Cella, mette i brividi. «Unioncamere – aveva detto in commissione 4 - voleva sistemare una ventina di Camere del Centrosud che erano in default e perciò dal 2016 crede che questa sia la strada migliore».

L’operazione ricorda un po’ la disgraziata iniziativa dell’ex ministro Graziano Del Rio, quando per inseguire un pugno di voti dell’anti-casta, propose di abolire le Province. Con il risultato che, per salvare dal dissesto finanziario un po’ di enti provinciali del Meridione (ma non solo), la Provincia di Piacenza si ritrovò a lungo con un manipolo risicato di cantonieri per sistemare le strade, impossibilita ad assumere nuove persone, oltre ad avere nei suoi bilanci (sani) diversi milioni di euro con cui gestire strade, ponti, scuole e servizi.

La situazione al 21 dicembre delle Camere di Commercio d'Italia

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Uccellacci e uccellini

" Il racconto della politica piacentina. Le voci e i commenti. Un piccolo spazio all'ombra del Gotico dove raccontare e commentare liberamente il senso dei fatti, i rumori e le polemiche provenienti dal ""Palazzo"", le maschere, le vanità e le debolezze della politica locale. Un punto d’osservazione per fermarsi un attimo e smettere di rincorrere l’annuncio dell’ultimo minuto. Un angolo dove osservare la partitocrazia locale che si confronta e discute, con i suoi mal di pancia interni, le sue ambizioni, i suoi sogni, mentre intorno compaiono i segni del collasso di una delle tante province d'Italia colpite da una crisi economica e, anche, di rappresentanza della gente che la popola "

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Commenti (1)

  • questo articolo sembra essere un po’ troppo di parte per apparire corretto, perché scrivere che “La Camera di Commercio di Piacenza è in una fase di stand by” e scrivere che “Il 31 dicembre sono scaduti i suoi organi rappresentativi, in attesa del completamento del processo di accorpamento con gli enti camerali di Parma e Reggio Emilia” fa sembrare che questa sgradevole situazione sia tutta colpa dello Stato brutto e cattivo, mentre tale situazione è diretta conseguenza solo della strenua opposizione e resistenza di quelle Camere di Commercio, come quella di Piacenza, che hanno fatto di tutto solamente per cercare in ogni modo di far saltare quella riforma che aveva l’obiettivo di ridurre il numero totale delle Camere di Commercio, per portarle dalle iniziali 105 alle più ragionevoli 60

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