Caorso, i nomadi arrestati sono già liberi

Interviene il sindaco Roberta Battaglia annunciando che «è caduta l’accusa di associazione a delinquere per la maggior parte dei nomadi che vivevano a Caorso» arrestati dai carabinieri lo scorso 15 marzo. Il sottosegretario Guidesi: «Amareggiato»

Un momento dell'operazione dello scorso 15 marzo

Alcune delle persone arrestate lo scorso 15 marzo nel campo nomadi di Caorso sono già libere. «Le abbiamo viste girare tranquillamente in centro paese e i cittadini sono arrabbiati così come la sono io: non è possibile che dopo due lunghi anni di indagini queste persone siano tornate alla loro vita normale, a distanza di due settimane dal loro arresto». Così interviene il primo cittadino del Comune della Bassa, Roberta Battaglia, annunciando che «è caduta l’accusa di associazione a delinquere per la maggior parte dei nomadi che vivevano a Caorso», finiti nel mirino di un’indagine e accusati di furti aggravati, furti in abitazione, estorsione, truffa, ricettazione, riciclaggio, utilizzo fraudolento dei mezzi elettronici di pagamento, detenzione e porto abusivo di armi nonché detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti tipo cocaina. «Quello che mi preme – dice Battaglia – è rassicurare i miei concittadini. La loro tutela viene prima di ogni altra cosa e noi ci attiveremo per essere al loro fianco in caso di bisogno».

Sulla scarcerazione degli abitanti del campo nomadi interviene anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Guido Guidesi (Lega). «Sono sconcertato da questa situazione ed esprimo piena solidarietà al sindaco di Caorso Roberta Battaglia che era stata minacciata da alcuni soggetti coinvolti nell'inchiesta - afferma il rappresentante del Governo -. Continueremo a lottare per garantire sicurezza ai cittadini. Sono al fianco  del sindaco Battaglia e della comunità».

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