Il sindaco: «Si potrà andare al cimitero per un saluto»

L’addio ai tempi del Covid-19: ancora più doloroso e complesso elaborare un lutto, tantissimi piacentini non hanno potuto né vedere né salutare genitori, coniugi, fratelli. Molte le richieste di poter recarsi al cimitero urbano. Il sindaco Barbieri: «Stiamo predisponendo un accesso su appuntamento per chi ha perso un familiare»

Perdere un genitore, un coniuge, un fratello e non poterlo neanche vedere un’ultima volta. Dire “addio” ai tempi del Coronavirus aggiunge ancora più dolore e frustrazione. L’impotenza di non poter dare un’ultima carezza, di ricevere l’affetto di parenti e amici, alimenta il senso di ingiustizia. Se poi si vive nella solitudine di un piccolo appartamento, ancora peggio. Tutto ciò non aiuta di certo ad elaborare un lutto, processo che richiede l’amore e la comprensione da parte degli altri.

Per questo motivo un lettore ha provato a raccontare la sofferenza del vivereanzi, subire – un lutto così forte, un lutto “a distanza”. «I malati di Coronavirus muoiono da soli – ci ha scritto, facendo una richiesta all’Amministrazione di Piacenza - senza la carezza, un bacio e l'affetto da parte dei familiari. Soli, abbandonati ai sanitari, che per carità, faranno pure quello che possono, ma l'affetto di un familiare è cimitero-2comunque un'altra cosa».

I cimiteri sono stati chiusi nel nostro territorio per evitare assembramenti e ulteriori altri contagi. Molti piacentini soffrono troppo nelle proprie abitazioni e il supporto psicologico fornito dall’Ausl non è sufficiente. «Questo non può bastare – era la considerazione del lettore rivolta al sindaco Patrizia Barbieri - se ci private di andare a trovare i nostri cari al cimitero, per porgere un fiore o per fare quella carezza che non abbiamo potuto fare prima che questo maledetto virus ce li strappasse alla vita».

Ma il lettore non è il solo, purtroppo. Tanti hanno manifestato il proprio dolore pubblicamente, e la volontà di varcare almeno la soglia del cimitero. Non poter andare fisicamente sulla tomba del proprio caro lascia un grande vuoto interiore. «Mio papà – dice Monica - è morto il 23 marzo ed io non ho potuto nemmeno vedere la sua cassa, perché ero in quarantena». «Tristezza infinita – aggiunge Cristina -. Il mio papà è mancato il 21 marzo. Nessun saluto». Susanna si sente “fortunata”, solo perché ha potuto vedere tramite uno smartphone il proprio genitore due giorni prima della dipartita. «Io forse, rispetto ad altri, ho avuto la fortuna se così vogliamo chiamarla di poterlo vedere almeno per l'ultima volta 2 giorni prima che ci lasciasse! Avevo chiesto con i medici se era possibile e loro mi diedero la possibilità di salutarlo». «Anch’io ho perso il mio papà il 27 marzo – scrive Elisabetta -. L’hanno portato via da casa e non ho potuto più rivederlo e dargli un ultimo abbraccio e ho solo 22 anni e sono sola ed è difficile...Sono solo riuscita a portare le sue ceneri al cimitero». Da qui una considerazione assolutamente condivisibile: «Riaprite i cimiteri almeno per i figli o i parenti stretti, per quelli che hanno perso un figlio, un genitore, un fratello». «Mio papà – aggiunge anche Leonardo - è morto il 20 marzo e non sappiamo ancora nulla. Solo che è stato cremato». «Anche a me – è il racconto che ci lascia Andrea - purtroppo è successo. Ho perso mio papà, me l'hanno portato via di casa il 5 marzo e da allora non l'abbiamo più visto. Ci hanno chiamato il 13 marzo per dirci che purtroppo era morto. Anche noi non abbiamo potuto vederlo e penso che per un figlio non potere vedere e stare vicino al proprio papà nei momenti più difficili della sua vita sia un dolore immenso indescrivibile. Una cosa troppo terribile, per questo non potrò mai accettarlo. Sono di Piacenza ed è una vergogna Patrizia Barbieri-81che qui non si possa andare al cimitero. La trovo una cosa assurda».

IL SINDACO BARBIERI: «SI POTRA’ SU APPUNTAMENTO»

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Il sindaco Patrizia Barbieri ha subìto espresso la volontà di andare incontro a questa richiesta. «L’ordinanza di chiusura dei cimiteri – risponde il primo cittadino - è stata disposta dalla Regione Emilia-Romagna per ragioni sanitarie, sono prescrizioni inderogabili. Stavo cercando di capire con i responsabili dei cimiteri se si possa – esclusivamente per i piacentini che hanno subito un lutto recente, legato al Covid-19 -, visitare su appuntamento il cimitero. Ovviamente tutto questo con le cautele necessarie, non più di due persone per famiglia, rispettando le giuste distanze. Stiamo vagliando la situazione. L’apertura tout court dei cimiteri non possiamo certo disporla, ma mi rendo conto della condizione di chi ha subito una disgrazia del genere. C’è un dramma, l’elaborazione del lutto è molto più complessa, capisco l’esigenza di andare al cimitero, fa parte di quell’assistenza e quell’aiuto psicologico che già la stessa Ausl sta fornendo a queste persone. Mi sto ponendo il tema di trovare una soluzione che consenta a queste persone di entrare, senza andare contro l’ordinanza regionale. Contiamo che, con la presenza di un custode che apre e chiude il cancello per poche persone, si possa permettere il saluto». Il sindaco e gli uffici stanno vagliando la possibilità. «Penso che nell’arco di un paio di giorni – conclude Barbieri -  si possano stabilire le modalità di accesso al campo santo».

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