«L’equazione “immigrazione uguale terrorismo” è sbagliata. L'integrazione genera sicurezza»

Il ministro dell'Interno Marco Minniti ha incontrato i sindaci insieme al prefetto. «Con i primi cittadini una grande alleanza strategica per garantire la sicurezza dei cittadini. Importante il ruolo della polizia locale»

Il ministro Marco Minniti a Piacenza (Foto Andrea Pasquali)

«L’equazione “immigrazione uguale terrorismo” è sbagliata. E’ invece vero il contrario, cioè il rapporto tra mancata integrazione e terrorismo. I fatti accaduti da Charlie Hebdo in poi lo dimostrano: i terroristi sono degli europei figli della mancata integrazione. Per questo noi seguiamo un modello basato su una accoglienza diffusa dei profughi e dei migranti su tutto il territorio italiano».

E’ stato chiaro il ministro dell’Interno Marco Minniti che, a Piacenza nel pomeriggio del 18 maggio, ha incontrato in prefettura tutti i sindaci piacentini. Ed è stato Roberto Pasquali, primo cittadino a Bobbio, a porre al ministro il quesito «sull’auspicata» applicazione dell’accordo fra Anci e il Viminale riguardo la proporzione del numero dei profughi in relazione al numero di abitanti del comune di accoglienza.

«Una accoglienza diffusa, con piccoli numeri, favorita da un piano strategico a cui partecipino tutti i comuni, serve a produrre sicurezza. Crediamo in un equilibrio fondamentale fra il diritto di chi è accolto e il diritto di chi accoglie. La democrazia stessa si basa su questo equilibrio».

Il ministro Minniti ha incentrato il suo intervento, al tavolo insieme al prefetto Anna Palombi, sulla sicurezza, partendo ovviamente dal decreto che porta il suo nome e che di recente è stato convertito in legge.

«I reati sono in diminuzione in tutto il Paese, anche a Piacenza. Ma la sicurezza è una “idea complessa”, per essere attuata oggi necessita di interventi da più parti. Oltre alle necessarie statistiche che ci aiutano a definire le strategie, e ai servizi di intelligence, bisogna potenziare in primis il controllo del territorio: grazie alle forze di polizia sulla strada infatti è possibile anche prevenire gli atti terroristici, oltre che contrastare la criminalità organizzata e quella diffusa. E l’arresto dei due rapinatori avvenuto ieri a Piacenza ne è la prova. Ma tutto ciò non è ancora abbastanza. Serve una grande alleanza strategica fra lo stato nazionale e le istituzioni locai, prima di tutto i sindaci. I quali, attraverso piani di sviluppo urbanistici e rendendo i luoghi più vivibili, contribuiscono a eliminare il sentimento di insicurezza legato a certe zone delle città. Per questo abbiamo concesso maggiori poteri ai sindaci. A che mi serve infatti la libertà se non ho garantita la sicurezza del mio libero andare? La democrazia più forte è quella che si basa sul connubio fra sicurezza e libertà».

Il ministro ha sottolineato anche l’importanza della polizia locale nel quadro complessivo delle misure su cui intervenire quando si parla di sicurezza: sblocco del turnover e indennizzo le carte su cui puntare «quando si parla di lavoratori impegnati in servizi per la sicurezza pubblica. Le forze di polizia nazionale e locale devono essere complementari nel garantire la sicurezza, senza sovrapporsi».

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