Omicidio dell'ambulante a Firenze, Usb: «Ennesima storia frutto di un cieco odio razziale»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

Esattamente come nel caso di un femminicidio non si può parlare di un atto neutro, ma di un gesto dettato da una cultura patriarcale e di dominio maschilista, anche per l'assassinio di Diene Idy - l'ambulante senegalese di Firenze - non si tratta di un atto di follia, ma dell'ennesima storia frutto di un cieco odio razziale. Dopo la tentata strage di migranti effettuata da un fascioleghista nella città di Macerata, anche a Firenze un uomo esce di casa armato con l'intenzione di farla finita e finisce invece per sparare ad un altro uomo, ma di pelle nera.

Troppo facile etichettare il gesto come insanità mentale, come una casualità; è il clima di odio verso i migranti che determina il bersaglio. Viviamo un tempo ed un paese in cui il messaggio dominante è che nella crisi i nemici non sono coloro che si arricchiscono con le privatizzazioni togliendo al popolo il diritto alla sanità, alla casa, ad un trasporto sicuro ed efficiente, allo studio, ai servizi alla persona, ma i migranti che ci “invadono”.

Si distraggono le menti facendo credere ai poveri di casa nostra che non sono ultimi nella scala sociale, ma penultimi; si diffonde la magra soddisfazione di avere un piano dal quale potere comunque sovrastare qualcuno che sta più in basso di noi. Odio e razzismo sono un mostro che con lo “straniero” uccide anche la nostra umanità e per queste ragioni il nostro sindacato si batte e si batterà per una cultura dell'accoglienza e dell'eguaglianza senza se e senza ma. Usb esprime il proprio dolore e la propria vicinanza alla famiglia di Diene e alle comunità senegalesi di Firenze e di Piacenza ed alza forte l'appello: RESTIAMO UMANI.

La Federazione Usb di Piacenza, Aziz Lengane e Roberto Montanari

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