Ancora mistero sull'identità del cadavere trovato in Po, nei prossimi giorni l'autopsia

Si tratterebbe di un ragazzo di età compresa tra i 20 e i 30 anni, il cui corpo è stato ritrovato nella mattinata alla centrale idroelettrica di Isola Serafini e portato in obitorio a Pavia. Le prime ipotesi farebbero pensare ad una morte per annegamento

Vigili del fuoco e carabinieri in riva al Po in una foto di repertorio

Il recupero del cadavere, rinvenuto nella mattinata di lunedì 11 novembre allo sbarramento di Isola Serafini, si è concluso nel pomeriggio quando è stato portato all’obitorio di Pavia dove nei prossimi giorni, su indicazione del Pm Ornella Chicca, verrà effettuata l’autopsia. Si tratterebbe di un ragazzo di età compresa tra i 20 e i 30 anni. A ritrovarlo sono stati alcuni tecnici della centrale idroelettrica sul Po a Monticelli che, intorno alle 9, hanno chiamato i soccorsi riferendo di aver individuato il corpo di una persona tra le griglie di protezione alle turbine e che servono ad isolare eventuali detriti presenti nelle acque del Grande Fiume. A trascinarlo fin qui sarebbero state quasi sicuramente le forti correnti.

All’interno dell’area Enel sono intervenuti in primo luogo i carabinieri della Stazione di Monticelli e poi quelli del Nucleo Investigativo di Piacenza, oltre ai colleghi della Compagnia di Fiorenzuola con il maggiore Biagio Bertoldi. Insieme a loro sono arrivati i mezzi di soccorso del 118 (l’automedica da Piacenza) e dei vigili del fuoco (con le squadre da Fiorenzuola e dal Comando provinciale). A quest’ultimi, dopo il nulla osta del magistrato di turno, è toccato il duro compito di recuperare il corpo sul quale sono stati effettuati subito sul posto i primi accertamenti da parte dei militari dell’Arma. «Quasi sicuramente le cause del decesso sono riconducibili all’annegamento – fanno sapere dalla Compagnia di Fiorenzuola – ma la conferma arriverà solo dopo l’esame del medico legale». Sembrerebbe confermata l’assenza di eventuali segni che farebbero pensare ad una morte violenta. La presenza in acqua del cadavere, la cui identità non è ancora stata accertata «non sarebbe recentissima», spiegano sempre i carabinieri che nel frattempo hanno avviato tutti gli approfondimenti necessari, partendo dalle denunce di scomparsa degli ultimi tempi, per cercare di dargli un nome, un cognome e, successivamente di restituire la salma ai familiari. Del trasporto all’obitorio di Pavia se n’è occupata l’impresa di onoranze funebri “Montani” di Monticelli.

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