«Piano scuola nel caos, il Governo dice a genitori e studenti: arrangiatevi»

Murelli (Lega): «Scaricabarile sui dirigenti e sugli Enti locali. Risorse insufficienti e a settembre mancheranno migliaia di docenti. Disagi per le famiglie con lezioni al sabato e ingressi scaglionati. Ignorate le scuole paritarie»

Elena Murelli

«Sono fumose le linee guida sulla riapertura delle scuole. Partorite dopo “lunghe e sofferte analisi delle varie task force”, dopo uno studio matto e disperatissimo del ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, si prestano a mille interpretazioni e alla fine sono semplicemente uno scaricabarile sui dirigenti scolastici e sui territori. L’unica cosa chiara che il Governo dice a studenti famiglie e lavoratori della scuola è “arrangiatevi”. Ignorate, poi, le scuole paritarie, le quali non sono nemmeno menzionate nelle linee guida».

Lo afferma la deputata della Lega, Elena Murelli, intervenendo sul Piano scuola che viene presentato ai sindacati e che domani sarà esaminato in conferenza con le Regioni.

Secondo Murelli, c’è «lo scaricabarile di ogni decisione sui dirigenti scolastici. E a risentirne saranno gli Enti locali che dovranno mettere a disposizione spazi e personale senza però prevedere una copertura dei costi».

Critiche anche al modo in cui ragazzi e ragazze dovranno stare in aula: «La lezione sarà di minor durata, 45 minuti, con utilizzo anche del sabato. Gli ingressi scaglionati avranno ripercussioni negative per i genitori che devono recarsi al lavoro». Gli studenti dovranno stare in aula con le mascherine «e torna anche per le superiori la didattica a distanza, al 50%, che deve ancora essere messa a punto perché non in tutte le regione ha funzionato bene».

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Le risorse stanziate per la scuola sono insufficienti, rimarca Murelli «anzi quasi del tutto inesistenti, le famigerate classi pollaio non diminuiranno e la situazione degli edifici non migliorerà perché è previsto solo un intervento di “edilizia leggera”. In caso di carenza di aule si cercheranno spazi in teatri o palestre?». Infine, il personale: «A settembre mancherà perché migliaia di posti non sono stati assegnati. Nell’anno 2019/20, a fronte di un contingente di 53.627 posti, sono state effettuate 21.236 assunzioni, pari all’incirca al 40% delle disponibilità. La maggioranza non ha ascoltato le opposizioni ed è andata avanti con i concorsi in modo caotico e farraginoso. La Lega aveva proposto lo scorrimento delle graduatorie di istituto, in modo che i precari potessero ottenere il ruolo nel territorio da loro già scelto».

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