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Stefano Bonaccini

Stefano Bonaccini

Presunte pressioni in campagna elettorale, Bonaccini indagato per abuso d'ufficio

Inchiesta a Ferrara dopo l'esposto presentato dal sindaco di Jolanda di Savoia. Il presidente della Regione: «Sono tranquillo, sono totalmente estraneo ai fatti riportati»

Stefano Bonaccini, proprio ad un anno dalle Elezioni Regionali che lo hanno visto trionfare, risulta indagato per abuso d'ufficio, per una vicenda avvenuta nel corso della campagna elettorale. Lo riporta “Il Resto del Carlino”. I fatti riguardano il territorio ferrarese e più nello specifico il comune di Jolanda di Savoia: è stato il sindaco Paolo Pezzolato a presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Ferrara, segnalando e allegando l'audio di una telefonata di Bonaccini, che avrebbe assunto toni minacciosi. Il motivo del nervosismo dell'allora candidato presidente sarebbe da ricercarsi nella decisione del vicesindaco del piccolo centro, Elisa Trombin, di fornire il proprio appoggio alla rivale leghista Lucia Borgonzoni, candidandosi nelle sue liste dopo aver rifiutato di sostenere Bonaccini. In questa telefonata Bonaccini avrebbe detto al sindaco di non farsi più vivo in caso di vittoria del centrosinistra per chiedere una mano nei confronti del Comune in caso di bisogno. Secondi Pezzolato, poi, Bonaccini sarebbe passato dalle parole ai fatti. 

«Sono tranquillo – commenta a caldo Stefano Bonaccini - esattamente come le ero un anno fa. Non solo perché ho fiducia nell'azione della magistratura, ma anche perché sono totalmente estraneo ai fatti riportati. Peraltro della trasparenza e dell’onestà ne ho fatto le bandiere del mio impegno politico amministrativo, come sa bene chi mi conosce. Tengo sempre nettamente distinti il piano politico da quello istituzionale. Su questo, parla per me la mia storia: non credo si possa non dico dimostrare, ma neppure sostenere che la Regione Emilia-Romagna abbia mai riservato un trattamento di sfavore al Comune di Iolanda di Savoia».  «Anche in questo caso – prosegue il governatore - parlano i fatti, quelli passati come quelli presenti. Aggiungo anzi che i cittadini di Iolanda possono star certi che l'attenzione della Regione per i comuni delle aree interne - in questo caso quella del basso ferrarese - proseguirà e crescerà in questa legislatura; perché il nostro impegno è colmare i divari territoriali, lavorando in stretta collaborazione con le comunità e le amministrazioni comunali. E questo a prescindere dal colore politico dei sindaci. La vicenda sollevata dal sindaco di Iolanda in campagna elettorale un anno fa, a ben vedere, non riguarda né la Regione né il sottoscritto, ma i singoli rapporti tra i comuni di quel territorio. Cosa su cui non mi compete né esprimermi né, men che meno, ingerire. E infatti non l'ho fatto in passato né lo farò in futuro».

RANCAN (LEGA): «SIAMO GARANTISTI, MA DIRIGENTI PD FACCIANO BAGNO D'UMILTA’»

«Come nella nostra tradizione, siamo garantisti e attendiamo che la magistratura faccia il proprio corso ma la vicenda giudiziaria che vede il governatore Stefano Bonaccini iscritto nel registro degli indagati per la vicenda di Jolanda di Savoia, non può esimerci da alcune considerazioni. Pur augurandoci che la vicenda giudiziaria possa avere un epilogo positivo per i protagonisti, invitiamo il Partito democratico e Bonaccini a raccogliere l'insegnamento che emerge da queste brutte pagine di fine campagna elettorale: sia lui che i dirigenti del suo partito facciano un bagno di umiltà e dismettano quei panni che trasudano un senso di onnipotenza figlio di decenni di governo del territorio. Il tempo dell'arroganza è finito, è venuto il momento che il Pd cominci a lavorare per il bene di tutti i cittadini a prescindere dalla loro appartenenza politica. Ci auguriamo che queste indagini li richiamino al rispetto dei cittadini e, a questo punto, forse anche della legge». Così il capogruppo della Lega, Matteo Rancan, sulla notizia dell'iscrizione nel registro degli indagati per abuso d'ufficio del governatore della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini. «Amministrando a simpatie, non si fa il bene dei cittadini. Per la Lega la politica è una cosa diversa: non temiamo il confronto sulle idee e sui progetti, e non festeggiamo se qualche avversario viene indagato. Tuttavia ora si faccia tutta la chiarezza che gli emiliani meritano», aggiunge il senatore Andrea Ostellari, commissario del partito in Emilia.

PISANI (LEGA): «SITUAZIONE POLITICAMENTE DEPRECABILE»

«Sull’inchiesta in corso - dichiarano in una nota i senatori emiliano-romagnoli della Lega, tra cui il piacentino Pietro Pisani - a carico del presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, da garantisti, abbiamo piena fiducia nel lavoro della Polizia Giudiziaria e ovviamente ci auspichiamo che sia fatta piena chiarezza sulla vicenda. Se si accerterà che qualcuno si è avvalso della propria posizione di potere e ne ha approfittato ai danni di un avversario politico in campagna elettorale, non sarà però solo una questione giudiziaria ma una gravissima questione morale. Riteniamo che certe situazioni siano politicamente deprecabili e soprattutto facciano male alla politica e a tutti coloro che la fanno con passione».

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