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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Vicenda Asilo Farnesiana

«Trascrizioni dei carabinieri suggestive: attribuita una voce ad una maestra in quel momento in ferie»

Lunga udienza preliminare davanti al gup Sonia Caravelli (pm Antonio Colonna) nella mattina del 21 febbraio che ha visto l’accoglimento di una richiesta della difesa e una di un avvocato di parte civile. Ora Comune e coop sia parti civili sia responsabili civili

Presunti maltrattamenti all’asilo Farnesiana nel 2017. Lunga udienza preliminare davanti al gup Sonia Caravelli (pm Antonio Colonna) nella mattina del 21 febbraio che ha visto l’accoglimento di una richiesta della difesa e una dell’avvocato Giulio Canobbio che rappresenta cinque famiglie che si sono costituite parte civile, insieme ad altre rappresentate dagli avvocati Sara Soresi, Mara Tutone, Massimo Brigati, Nicoletta Passerini e Federica Alì, poi ci sono il Comune di Piacenza (avvocato Gianni Maria Saracco), il Consorzio Asilo Farnesiana (avvocato Giulio Garuti). Andiamo con ordine.

«TRASCRIZIONI SUGGESTIVE» - E’ stata ammessa la nomina di un perito che trascriva le intercettazioni ambientali audio. Alla richiesta avanzata in prima battuta dagli avvocati Vittorio Antonini e Luigi Alibrandi (legali una maestra), si erano associate poi le altre difese. In tutto sono quattro le professioniste indagate per maltrattamenti e abuso dei mezzi di correzione (i loro legali sono, oltre ad Antonini e Alibrandi, Franco Livera, Monica Magnelli e Paolo Fiori). «Agli atti – spiega l'avvocato Antonini - ci sono le trascrizioni della polizia giudiziaria operante (i carabinieri della Levante, nda) e che abbiamo definito suggestive. L’esempio più eclatante è il seguente: i carabinieri che hanno indagato e hanno trascritto le conversazioni "catturate", ne hanno attribuita una ad una maestra in un preciso lasso temporale, peccato che questa in quel momento fosse in Marocco in ferie e i timbri sul passaporto lo dimostrano («documento peraltro già prodotto – ha fatto sapere il suo legale, Monica Magnelli – in sede di interrogatorio di garanzia poche ore dopo l’arresto»). Si tratta pertanto di una perplessità significativa che necessita di essere chiarita. E non è l’unica presente». «La forma  - ha concluso - con la quale è stato ammesso l’accertamento è quella dell’incidente probatorio che può essere chiesto anche durante l’udienza preliminare perché previsto da una sentenza della corte costituzionale laddove questo sia talmente complesso da impiegare un tempo superiore ai sessanta giorni».

DUPLICE VESTE - Il Comune di Piacenza, il consorzio Asilo Farnesiana e le due coop che lo compongono, ossia Coopelios - avvocato, in questo caso, Gabriele Riatti, e Unicoop con il legale Franco Spezia, ricoprono, al netto dell’udienza del 21 febbraio, la duplice veste di parte civile e responsabile civile: la prima è il soggetto danneggiato dal reato che intende far valere davanti al giudice penale la propria domanda di risarcimento del danno subìto, la seconda invece prevede che pur non avendo commesso il reato per cui si procede, è tenuto per legge a risarcire i danni ricollegabili a esso. La richiesta che sia Comune sia Consorzio fossero ritenuti anche responsabili civili è stata avanzata dall’avvocato Giulio Canobbio, ed è stata ammessa dal gup nonostante l'opposizione. «Il Comune – ha dichiarato l’avvocato Gianni Maria Saracco - non può essere ritenuto tale perché siamo di fronte a una concessione di servizi. Abbiamo anche presentato una lunga memoria per chiederne l’estromissione». 

LE INDAGINI -  Secondo l’accusa (pm Antonio Colonna), le maestre - riprese dalle telecamere installate di nascosto dai carabinieri della stazione di Piacenza Levante - avrebbero ripreso alcuni presunti episodi di maltrattamenti sui piccoli: schiaffi, modi rudi, insulti, strattoni. A far scattare le indagini, fu la denuncia di una collega delle due maestre arrestate. I genitori dei bimbi coinvolti vennero convocati dai carabinieri che mostrarono loro i video. La vicenda ebbe anche ripercussioni politiche e l’allora Giunta Dosi venne raggiunta dagli strali delle opposizioni. Scatenò molti commenti sui social, Facebook in particolare, che portò una delle maestre a querelare numerose persone per ingiurie (gran parte delle quale condannate a risarcire il danno) tanto da raggiungere quota 130. E, in un caso, una persona è anche stata querelata due volte.

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