Profughi spariscono dal paese, il sindaco: «Siamo sempre gli ultimi a sapere»

I richiedenti asilo che erano arrivati a Besenzone il 7 luglio se ne sono andati. Pochi giorni dopo il loro arrivo infatti pare che abbiano fatto i bagagli e si siano allontanati di loro spontanea volontà senza che nessuno se ne accorgesse

Immagine di repertorio

I richiedenti asilo che erano arrivati a Besenzone il 7 luglio se ne sono andati. Pochi giorni dopo il loro arrivo infatti pare che abbiano fatto i bagagli e si siano allontanati senza che nessuno se ne accorgesse. Erano 21, quattro nuclei famigliari con undici bambini e provenivano dall'Africa. Il 16 luglio al loro posto ne sono arrivati altri sedici, sempre famiglie, dal Sudan, Guinea e Camerun.  I ventuno profughi, alloggiavano alcuni appartamenti in centro paese e quando il sindaco, Luigi Garavelli, aveva notato le luci spente per qualche giorno aveva chiesto alla polizia municipale di controllare se tutto andasse bene: al citofono non ha risposto nessuno. Erano stati segnalati, fanno sapere dalla Prefettura e si sono allontanati di loro spontanea volontà, non era stato previsto per loro nessuno spostamento ufficiale, e probabilmente sono in cammino verso un altro Paese. Con quali mezzi e aiutati da chi non è dato sapere, qualcuno in paese li avrebbe visti salire su un pulmino. «Come sempre i comuni e i sindaci sono gli ultimi a sapere le cose in queste situazioni, anche quando abbiamo il dovere di venire a conoscenza di chi soggiorna sul territorio che amministriamo. L'arrivo del secondo gruppo non mi è stato comunicato dal Palazzo del Governo, ho saputo tutto a cose fatte, il giorno dopo», commenta il primo cittadino del piccolo paese della Valdarda. 

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