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Maxi indagine anti corruzione / Zerba

Revocato il divieto di dimora a Borrè che si dimette da vicesindaco di Zerba

L'ormai ex vicesindaco (prima sospesa dalla prefettura ora si è dimessa ufficialmente) era stata colpita dalla misura del divieto di dimora a Zerba nell'ambito della maxi inchiesta anti corruzione dei carabinieri del Nucleo Investigativo

Dopo Mauro Guarnieri e Massimo Castelli anche Claudia Borrè ha ottenuto gli arresti domiciliari ed così è tornata a casa a Zerba. L'ormai ex vicesindaco (prima sospesa dalla prefettura ora si è dimessa ufficialmente) era stata colpita dalla misura del divieto di dimora a Zerba nell'ambito della maxi inchiesta anti corruzione dei carabinieri del Nucleo Investigativo coordinati dai sostituti procuratori Emilio Pisante e Matteo Centini e che ha visto in manette Massimo Castelli (ex sindaco di Cerignale), Mauro Guarnieri (Corte Brugnatella)  e Roberto Pasquali (Bobbio. Ai domiciliari e non ancora dimesso), imprenditori, geometri, tecnici e dirigenti comunali e della Provincia. Difesa dagli avvocati Romina Cattivelli e Luigi Salice, ha due capi di imputazione con le accuse di turbativa d’asta e falso in atto di pubblico in concorso. Anche lei sarebbe - secondo l'accusa - finita nella fitta rete di rapporti che l’imprenditore Nunzio Susino (ancora alle Novate) aveva allacciato in Alta Valtrebbia. Nell'interrogatorio di garanzia davanti al gip Sonia Caravelli ha respinto le accuse, ed espresso fiducia nella magistratura, avrebbe infine rilasciato spontanee dichiarazioni. 

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