Sequestro di persona ed estorsione, ai domiciliari i tre imputati

Il tribunale ha accolto la richiesta di scarcerazione avanzata dai difensori dei tre dopo la scorsa udienza del processo. I tre sono accusati di aver sequestrato due fratelli di Lugagnano per farsi consegnare del denaro

Sono tornati a casa i tre imputati nel processo per sequestro di persona ed estorsione nei confronti di due fratelli di Lugagnano. Il tribunale ha accolto le richieste di arresti domiciliari per Angelo Losacco (difeso dall’avvocato Andrea Bazzani), Francesco Caldarulo (assistito da Alessandro Righi) e Giovanni Solferino (difeso da Gianni Montani). La decisione è avvenuta al termine dei cinque giorni a disposizione del giudice e dei due che aveva il pm Matteo Centini per dare un parere.

Al termine della scorsa udienza, i difensori dei tre avevano chiesto al Tribunale che non sussistevano più le esigenze cautelari in carcere dopo le dichiarazioni delle vittime ascoltate in aula. Un’udienza caratterizzata da confusione, contraddizioni e ritrattazioni non solo quella dei due fratelli, ma anche quelle di altri testimoni.

I tre, secondo le accuse della procura, avrebbero sequestrato per alcune ore del mattino del 20 marzo di quest’anno due fratelli di Lugagnano per farsi consegnare del denaro, in totale 800 euro ma incassati 300, considerato come il risarcimento per due pistole che, nascoste nel torrente Chiavenna a Vigolo Marchese, sarebbero state rubate mesi prima. I due fratelli, dopo essere stati rilasciati avevano denunciato il fatto ai carabinieri, facendo partire le indagini.

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