Al Municipale torna Copenhagen, la fortunata pièce di Frayn

Appuntamento domani e sabato alle 21 al Teatro Municipale di Piacenza. Un allestimento fortunato, impegnato in una tournèe lunga 5 anni. Una storia vera, ricostruita dai rispettivi fantasmi, dopo la scomparsa dei protagonisti reali, i Premi Nobel Heisenberg e Bohr

Foto Marco Caselli Nirmal
Un classico del teatro contemporaneo. Può solo che definirsi così Copenhagen, lo spettacolo di Michael Frayn che ha debuttato dieci anni fa ed è stato impegnato in una lunga tournèe durata fino al 2003.  Ritorna in scena a partire da Piacenza, il fortunato allestimento italiano di Copenaghen, una produzione CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia e da Emilia Romagna Teatro Fondazione.

Protagonisti della versione italiana del testo di Michael Frayn, Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice, diretti da Mauro Avogadro.  L'appuntamento piacentino è per domani e dopo domani, alle 21, al Teatro Municipale.

I protagonisti della pièce sono realmente esistiti: Werner Heisenberg (Massimo Popolizio) si recò effettivamente a Copenaghen nel 1941 e incontrò Niels Bohr (Umberto Orsini) e sua moglie Margrethe (Giuliana Lojodice). Entrambi gli scienziati, Premi Nobel, sono implicati a vario titolo negli studi e nelle pratiche che condurranno alla fabbricazione della bomba atomica. Di qui si aprono delicati interrogativi riguardanti i rapporti tra potere politico e scienza, sullo sfondo della seconda guerra mondiale. Un formidabile duello verbale tra i due fisici, un thiller scientifico-politico, una disputa etica a tre voci interpretata da tre grandi attori del teatro italiano.
  Un formidabile duello verbale tra i due fisici, un thiller scientifico-politico  

La vicenda, ambientata nel settembre 1941 nella capitale nord europea occupata dai nazisti, ricostruisce l’incontro tra il tedesco Werner Heisenberg, inventore del principio di indeterminazione, con Niels Bohr, danese e mezzo ebreo, suo maestro, fondatore negli anni ’10 della fisica atomica grazie all’applicazione della teoria quantistica alla materia e all’energia.

Bohr e Heisenberg, due ex compagni di ricerche costretti dalla guerra a guardarsi con sospetto, si trovarono imprigionati in un labirinto di domande che stentano a trovare risposta, sommerse come da ambiguità e dubbi estenuanti sul rapporto tra potere, scienza e morale. Le angoscianti riflessioni, alla vigilia del primo devastante uso della bomba atomica, procedono con implacabilità storica, tensione umana e congetture scientifiche immersi in una scenografia firmata da Giacomo Andrico, formata da nere lavagne pregne di formule, in una infinita serie di calcoli che riempie lo spazio.

Una storia vera ricostruita dopo la scomparsa dei protagonisti dai rispettivi fantasmi, a loro tocca offrire una serie di successive versioni contraddittorie di uno storico incontro misteriosamente velato da fatali sottintesi.

CSS Teatro stabile di innovazione del FVG
Emilia Romagna Teatro Fondazione

COPENAGHEN

di Michael Frayn
traduzione Filippo Ottoni, Maria Teresa Petruzzi
regia Mauro Avogadro
con Umberto Orsini, Massimo Popolizio, Giuliana Lojodice
scene Giacomo Andrico
costumi Gabriele Mayer
luci Giancarlo Salvatori
musiche Andrea Liberovici
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