Capitale della cultura 2020: «Non sarà mai una sconfitta, questo è un progetto duraturo»

Il prossimo 8 febbraio una delegazione della candidatura piacentina illustrerà il dossier "Piacenza crocevia di culture" al Ministero dei Beni culturali: il 16 febbrai il verdetto. Paolo Verri: «Tutte le città partono alla pari, abbiamo il 10% di possibilità di farcela»

Paolo Verri, il sindaco Patrizia Barbieri e l'assessore Massimo Polledri

Piacenza mostra i muscoli, anche se si tratta di cultura. È ovviamente stato accolto con molta gioia l’approdo nella “short list” delle dieci migliori candidature per diventare Capitale della Cultura Italiana 2020. Il nostro capoluogo se la vedrà con Agrigento, Bitonto, Casale Monferrato, Macerata, Merano, Nuoro, Parma, Reggio Emilia, Treviso. Il prossimo 8 febbraio una delegazione della candidatura piacentina verrà accolta al Ministero dei Beni culturali per l’illustrazione, nel dettaglio, della proposta che vede Piacenza “Crocevia di culture”. Il 16 febbraio il ministro Dario Franceschini, in una cerimonia, annuncerà il nome della città vincitrice.

Nel pomeriggio del 25 gennaio intanto si è ritrovato presso l’auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano il comitato promotore della candidatura piacentina. Presente anche l’urbanista Paolo Verri, che ha curato il dossier della nostra città, per definire al meglio la strategia da mettere in campo per l'imminente audizione davanti alla Commissione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. «Si parte per fortuna tutti dalla stessa linea - ha spiegato Verri -, abbiamo il dieci per cento come tutte le altre città. Ma la candidatura è un progetto duraturo, uno stimolo e un’opportunità per fare squadra e per lavorare insieme per creare delle fondamenta che durino. Ci presenteremo a Roma ricordando tutte le motivazioni inserite nel dossier, raccontando concretamente tutto quello che vogliamo fare a Piacenza illustrando le nostre risorse, mettendoci a disposizione del “Sistema Paese”. Non si perde in competizioni del genere, perché si concorre per migliorare le performance culturali e artistiche di questo Paese, sempre più oggetto degli interessi dei turisti stranieri, soprattutto del Nord America, della Russia e dell’Asia. Migliorare l’offerta culturale è un obiettivo e una priorità per qualsiasi capoluogo di provincia di questa regione e dell’Italia. Sfruttare bene questa possibilità consente di avere un cono di luce che fa convergere qui osservatori. Credo che questa sia una possibilità latente che potrebbe diventare presente». Ci può essere collaborazione con Parma e Reggio Emilia, anch’esse candidate e presenti nella top ten? «Noi andremo a dire che possiamo collaborare con gli altri territori, non bisogna mettersi contro altre città, non c’è competizione urbana ma cooperazione, se queste sono a pochi chilometri di distanza. Il patrimonio è comune, se Piacenza sarà nominata capitale della cultura, chiederemo la collaborazione degli altri. Speriamo almeno che il titolo rimanga in Emilia, con tre candidate su dieci presenti in questa zona. Comunque, in bocca al lupo e vinca il migliore».

«Siamo in un ulteriore step – ha dichiarato il sindaco Patrizia Barbieri – dove Piacenza intende mettere ancora una volta ogni tipo di sforzo, a dimostrazione dell’impegno assunto. È importantissimo per Piacenza fare squadra, intanto abbiamo raggiunto un risultato importante: essere tra le prime dieci è un onore e un onere, dimostrare che merita di essere valorizzata. È finito il momento di criticare la città ed affermare che non ha risorse, le risorse ce le abbiamo e noi piacentini per primi dobbiamo crederci». «Ora dobbiamo percorrere il penultimo miglio insieme – ha aggiunto l’assessore alla cultura Massimo Polledri - e spero che ci sia uguale entusiasmo e collaborazione a quello che Piacenza ha dimostrato fino ad oggi».

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