In San Giuseppe i funerali dello storico Giorgio Fiori

Giorgio Fiori ha raccontato la storia politico culturale del territorio piacentino in oltre 200 pubblicazioni

Giorgio Fiori

Si svolgeranno domani martedì nella chiesa di San Giuseppe via Campagna, 68, i funerali di Giorgio Fiori. E’ deceduto il 2 giugno in Ospedale dove dal 29 maggio era ricoverato causa il peggioramento dello stato di salute che da alcuni mesi ne condizionava l’appassionata attività civile, culturale e artistica, svolta per sessant’anni attraverso una miriade di saggi e articoli. Il suo lascito culturale e la sua professionalità sono testimoniati da circa 200 titoli di sue monografie registrate nel catalogo del Polo Bibliotecario Piacentino. Tra le sue ultime opere la storia urbana di Piacenza affidata al linguaggio della pietra per raccontare le vicende della città e delle famiglie piacentine.  Si tratta della collana in sei volumi “Il Centro Storico di Piacenza, palazzi, case, monumenti civili e religiosi”, voluta dalla Tep Edizioni d’Arte, dove Fiori accompagna il lettore attraverso un viaggio nei quattro quartieri di Piacenza, così come si delinearono in periodo medioevale e i svilupparono nei secoli successivi. Un viaggio che si muove in un continuo e fecondo rimando della scala urbana al singolo edificio. Una storia della costruzione della città, che vede nell’abitazione lo specchio dello status sociale del committente: la dimora che diventa una sorta di biglietto da visita. L’ambizione del committente andrà così di pari passo con le trasformazioni artistico architettoniche del palazzo che ne dimostra lo status. L’opera ci parla sì di architetture, scalinate, affreschi e interni meravigliosi, mediante le riproduzioni a colori di interni ed esterni, ma non solo: è attenta alla storia degli edifici; ne ricostruisce i diversi passaggi di proprietà, le migliorie e i cambiamenti ai fronti e alle facciate e  fornisce informazioni sulle famiglie che li vollero.

Dopo il liceo classico Giorgio Fiori aveva conseguito la laurea in Economia e Commercio ed aveva lavorato alla Cassa di Risparmio dove era rimasto fino alla fine degli anni Ottanta, per poi dedicarsi alla passione di sempre: le ricerche storiche legate al territorio piacentino e alle sue famiglie. Aveva dichiarato alla nostra testata “Sui 18 anni - quando per stare alla pari di alcuni amici “titolati nobili”, incominciai gli studi genealogici sulle vicende dei miei antenati materni riuscendo a delineare una famiglia non proprio nobile, ma almeno alto borghese; presi dimestichezza con le carte antiche e le ricerche storiche ed artistiche sono poi divenute non solo l’interesse principale, ma  la fonte di importanti soddisfazioni e riconoscimenti che hanno allietato la mia esistenza”.

Giorgio Fiori non si era mai convertito all’informatica e poco anche alla macchina da scrivere. Vergava a mano i testi sui più disparati foglietti che ritrovava puntualmente ad ogni necessità. Così è stato nel 2014-2015, per “La storia di Bobbio e delle famiglie bobbiesi”, stampata dalla L.i.r con il contributo della Banca di Piacenza, volume composto da 598 pagine comprendenti oltre 1 milione e cinquecentomila caratteri (spazi esclusi),  frutto di decenni di ricerche storiche e archivistiche che difficilmente altri avrebbero compiuto con tanta dedizione ed entusiasmo.  Bobbio aveva pienamente risposto al suo appello ed alla sua richiesta di collaborazione, avendo ben compreso il valore e l’importanza storica, artistica e culturale dell’opera.

Giorgio Fiori è stato anche membro di Deputazione di Storia Patria di Parma e Piacenza, membro Associazione Italia Nostra, ed è stato componente del Consiglio di Amministrazione della Galleria d’Arte Ricci Oddi; oltre alle 200 pubblicazioni già ricordate, Fiori è stato acuto osservatore delle vicende civiche piacentine, sulle quali non perdeva occasione di intervenire con articoli e dichiarazioni, esprimendo a volte opinioni controcorrente ma sempre franche e dettate da leale convincimento.

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