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Mercoledì, 10 Agosto 2022
Cultura

La cartolina dall’Africa di Claudio Pelizzeni. Poi il rientro a Piacenza tra due settimane

Prima del rientro a Piacenza visiterà il nord del Marocco, la Francia e la Spagna

Sta per finire la serie di cartoline indirizzate ai nostri lettori da Claudio Pelizzeni, il piacentino che gira il mondo senza aerei. L’11 febbraio potremo infatti incontrarlo a Piacenza.  Prima però il suo diario di viaggio prevede la visita al nord del Marocco, lo stretto di Gibilterra e il ritorno in Italia passando per Spagna e Francia.

L'arrivo a Dakar – ci scrive - mi ha aperto le porte all'Africa: un continente che meriterebbe un ulteriore viaggio di 1000 giorni per poterlo realmente apprezzare e comprendere. Invece, a causa ormai delle mie "batterie scariche" resterà solo una piacevole visita sulla via verso Piacenza. Prima ho dedicato tre settimane a visitare il Senegal, una nazione bellissima e spettacolare. Ho potuto condividere momenti unici con le persone del luogo che mi hanno coinvolto come fossi uno di loro. Le spiagge della Casamance sono bellissime così come l'est del paese, una zona remota chiamata Pais Bassari. Le città non sono un granché, specialmente Dakar, ma ho potuto trascorrere qualche giorno nella città di Saint Louis tra cultura e un festival di documentari africani molto interessante.

Porterò nel cuore la Taranga senegalese, ovvero la loro ospitalità. Ospitalità che mi ha colpito ancora di più nel paese successivo, la Mauritania. Ero francamente preoccupato all'inizio, non conoscevo nulla di questa nazione e temevo di entrare in un paese molto chiuso soprattutto nella mentalità. Invece ho trovato dappertutto persone che mi ospitavano e mi offrivano cibo e alloggio in maniera totalmente disinteressata. Ho deciso di vivere un'esperienza nel deserto del Sahara e così, con un cammelliere e due dromedari ho percorso circa 130 km in cinque giorni. I tramonti, le stelle, la luna piena nel deserto sono tra le immagini più belle di questo giro del mondo.

L'ultima vera e propria frontiera di questo viaggio durato quasi tre anni è stata quella con il West Sahara e il Marocco, poco più a nord. Per raggiungerla ho dovuto viaggiare sul retro di un pick-up per sei ore e poi prendere nel cuore della notte un treno merci mauritano. Non solo, una volta arrivato al confine, a causa di un territorio minato, ho chiesto un passaggio ad un camion diretto a nord. La giusta avventura per l'ultima vera e propria frontiera.

Le ultime settimane le ho trascorse in Marocco, di stanza a Marrakech, per finire di lavorare al mio libro "L'orizzonte ogni giorno un po' più in là" in uscita proprio per il mio rientro a Piacenza.  Qui oltre a lavorare sul libro ho potuto dedicarmi anche a trekking sulle montagne dell'Atlante, a diretto contatto con le famiglie berbere nomadi. L'esperienza migliore per concludere questo viaggio pazzesco.

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