La giornata mondiale dell’acqua ricorda la caratteristica di bene indispensabile all’umanità

A marzo sarà celebrata la Giornata Mondiale dell’Acqua, istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, per sensibilizzare gli Stati e i singoli cittadini sull’importanza di questo bene primario. Il tema di questa edizione è stato “Natura per l'acqua”, trovare le soluzioni basate sulla natura per le sfide idriche da affrontare nel terzo millennio.  Le cifre fornite in proposito dall'ONU parlano di mille bambini che muoiono ogni giorno a causa di malattie infettive collegate all'acqua e milioni di persone che consumano acqua inquinata. Lo spreco generato dalla cattiva manutenzione della rete idrica delle città e dagli errati comportamenti domestici, si ripercuote su chi muore per non avere un bicchiere d’acqua da bere! Tra gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile dell'ONU, nell'agenda 2030, vi è quello di garantire a tutti l'accesso all'acqua pulita e alle  strutture  igienico-sanitarie.

Preoccupante è il fenomeno della desertificazione e cresce l’allarme in Italia e nel mondo. Una recente analisi del Centro Ricerche Agricoltura, e pubblicata dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, rileva un netto peggioramento delle condizioni del suolo in tutta Italia. La desertificazione è dovuta all’azione combinata di caratteristiche naturali intrinseche del terreno, insieme alle attività dell’uomo, che tendono ad un suo sfruttamento eccessivo. A questi, si unisce l’impatto dei cambiamenti climatici che stanno diminuendo l’apporto di acqua, insieme alla modifica delle temperature e alla frequenza degli eventi estremi.

L'acqua, nel corpo umano, rappresenta circa il 55-70% del peso del corpo, in base all’età ed è distribuita sia all’interno che all’esterno delle cellule. L’acqua eliminata dall’organismo deve essere reintegrata perché senza di essa, si sopravvive per pochi giorni. La disidratazione è uno stato patologico che si instaura, quando il bilancio idrico (cioè la quantità di acqua assunta, meno l’acqua persa), è negativo. Normalmente si assumono 1,5 litri di acqua al giorno, per mezzo del riflesso della sete. Quando si innalza il consumo, come per l’elevata temperatura ambientale, la febbre, il vomito e la diarrea, l’organismo tende alla disidratazione, che si presenta con vari sintomi:  astenia, vertigini, palpitazioni, ansia, pelle e mucose asciutte, ipotensione, concentrazione degli elettroliti, diminuzione del volume plasmatico, affaticamento, sonnolenza, torpore.

L’inquinamento di origine antropica, soprattutto quello derivante dallo scarico nelle acque naturali di reflui organici, può introdurre nei corpi idrici microrganismi patogeni per l’uomo (microflora d’inquinamento: Salmonella, Shigella, Vibrio, Clostridium, Pseudomonas, Campylobacter, Mycobacterium, Legionella, Protozoi, Elminti, Virus di origine enterica).

Le risorse idriche, sono spesso inquinate da sostanze nocive, sia per il maggior utilizzo di nitrati usati come concimi nelle pratiche agricole che, con le piogge vanno ad inquinare le falde acquifere. Il nitrato è uno ione che deriva principalmente dalla dissociazione dell'acido nitrico ed ha una importanza fondamentale per la natura e l'uomo. Naturalmente presente nell'acqua, è indispensabile per il metabolismo vegetale  ed è un ottimo fertilizzante. I nitrati possono essere pericolosi in quanto, possono trasformarsi in nitriti nella flora batterica intestinale o nella saliva e con una serie di reazioni in ambiente acido diventano nitrosammine che possono avere effetti cancerogeni. In Italia, il limite di sicurezza di nitrati nelle acque potabili deve essere secondo la legge inferiore a 50 mg/L. e per i nitriti, una concentrazione massima di 0,5 mg/L. Per quanto riguarda l’acqua erogata dall’acquedotto di Piacenza i dati pubblicati da Iren relativi il periodo dal 1 Gennaio-30 Giugno 2017 sono compresi nei limiti consigliati dalla letteratura scientifica.

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