Un progetto per l'ex chiesa di Sant’Agostino: Casa della Bellezza

L’idea nel volume “Carlo Ponzini, architetture 2005-2015”, presentato a Palazzo Galli

FOTO CARLO MISTRALETTI

E’ importante avere dei volumi che parlano di architettura specie in questi anni nei quali, come docente, noto l’ignoranza che oggi caratterizza la nostra società nei confronti di questa arte figurativa. Questa, in sintesi, l’introduzione del prof. Alessandro Malinverni alla presentazione del libro “Carlo Ponzini, architetture 2005-2015”, svolta a Palazzo Galli–Banca di Piacenza.

I maggiori artisti del passato Leonardo, Raffaello, Michelangelo e Bernini, ha ricordato Malinverni, sono stati tutti anche architetti eppure nei licei le poche ore dedicate alla Storia dell’Arte si concentrano soprattutto sulla scultura e sulla pittura. Noi viviamo abbracciati all’architettura; circonda quotidianamente i nostri cammini, è quindi importante un’occasione come questa per riflettere sull’architettura contemporanea. Malinverni ha anche ricordato l’allestimento a Palazzo Galli della mostra dedicata a Piazza Cavalli, nella quale il suo ruolo di curatore ha trovato grande sintonia con l’architetto Ponzini che, nell’allestimento, ha saputo trovare soluzioni pregevoli. Il libro corredato dall’eccellente apparato fotografico di Alessandro  Bersani, si presta a diventare un manuale per l’Università, ma nello stesso tempo è accessibile e d’interesse anche a chi non è esperto di architettura.

All’intervento del prof. Malinverni ha fatto seguito l’architetto Aurelio Pezzolla che in Ponzini ha raffigurato il prototipo dell’architetto contemporaneo, un professionista eclettico che sa dialogare con la storia; ricucire non solo ricostruire e tradurre un complesso di segni che devono legarsi al genius loci, entrare in dialogo con l’architettura e la geografia che li circonda. Anche la "tradizione" è un’eredità da tramandare. Non è solo un complesso di nozioni, testimonianze e usanze antiche, perché racchiude necessariamente una dimensione di futuro: non si consegna a chi non c’è più, ma a chi viene dopo di noi e deve proseguire il compito.  I progetti di Carlo Ponzini rivelano una indiscutibile completezza professionale e soprattutto un'idea di città futura.

Il volume si chiude con un progetto molto interessante che riguarda la chiesa di Sant’Agostino: allestire al suo interno un museo del design, una soluzione audace che converte “La casa del Signore in Casa della bellezza”.

Impaginato e stampato dalla prestigiosa casa editrice Skira specializzata in pubblicazioni di arti visive e architetture mondiali, è questo il terzo volume che come i precedenti racconta la carriera dell’architetto Ponzini attraverso il profilo redatto dall’architetto Daniele Baroni, scomparso nel febbraio scorso dopo una vita dedicata allo studio e alla divulgazione del design, che ha scritto: “Nel suo lavoro Ponzini privilegia la ricerca del "segno", il fulcro, l'elemento portante del progetto stesso, per poi riprenderne tutte le varie parti e definirlo interamente. Così egli intende esaltare, pur ridimensionandolo, il ruolo del dettaglio - sottraendolo a ogni componente puramente nostalgica - per riproporlo con accoratezza e forza espressiva dal punto di vista formale e nelle scelte dei materiali. Due circostanze favorevoli hanno caratterizzato i suoi primi progetti: la necessità di operare in condizioni fortemente vincolate e l'importanza storica dell"'intorno". Ponzini ama ipotizzare progetti "regolari", non trasgressivi, corretti e senza forzature. In generale, il suo è sempre un progetto fondato sul "mestiere", sul registro e l'equilibrio, sulla pratica consolidata più che sulla sperimentazione d'avanguardia.

Documentare la professionalità dell’architetto piacentinoera diventato un dovere per Baroni, che scrive: Ponzini è il testimone di una architettura in trasformazione. Piacenza ricomincia a parlare di architettura attraverso questo professionista piacentino che negli ultimi 30 anni ha caratterizzato molti degli spazi privati, ma anche pubblici della nostra citta e provincia. Tra i più significativi che emergono dalle pagine del libro il restauro di Palazzo Gotico: Salone al primo piano teatro di tanta vita cittadina,Ristrutturazione della sede della Banca di Piacenza (Via Mazzini, Via Mentana, Via Lampugnani, Via Calzolai); restauro di Palazzo Galli della Banca di Piacenza, rimodernamento della società Canottieri Nino BixioCompletamento del Tempio della SS. Trinità di Piacenza, l’ampliamento dell’Università Cattolica di Piacenza attraverso la realizzazione di due Padiglioni e tra i tanti i Palazzi conservati con interventi firmati Ponzini, la ristrutturazione del Palazzo davanti alla Prefettura e quello davanti alla Filodrammatica: due interventi difficili e rivolti a sanare un’edilizia non propria del centro storico né morfologicamente né tipologicamente.

Nella foto dell’ex chiesa Sant’Agostino vediamo la passerella in legno che porta il visitatore a godere della vista, dello spazio architettonico e degli oggetti esposti, ad una quota + 4 metri di altezza rispetto al pavimento della Chiesa.

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