Banca vaticana (Ior), proseguono le indagini: molte operazioni sospette

Diverse operazioni sospette sono nel mirino del pm Stefano Rocco Fava, già segnalate all'Uif (Unità di informazione finanziaria) della Banca d'Italia. Stupore dal Vaticano. Da Agi

Non ci sono soltanto i 23 milioni di euro, posti sotto sequestro nelle settimane scorse dal gip con tanto di conferma del tribunale del riesame, a muovere la procura di Roma nei confronti dell'Istituto per le Opere di religione.

OPERAZIONI SOSPETTE - Tra le carte che il procuratore aggiunto Nello Rossi e il pm Stefano Rocco Fava avevano messo a disposizione del collegio del riesame (e quindi anche della difesa), in vista della discussione del ricorso, ci sono anche documenti relativi ad altre operazioni compiute dallo Ior lo scorso anno e segnalate come sospette all'Uif (Unita' di informazione finanziaria) della Banca d'Italia. Tutto cio' per dimostrare - secondo l'ottica accusatoria - che l'istituto di credito vaticano ha un 'modus operandi' che viola da tempo la normativa vigente in materia di antiriciclaggio e che il quadro probatorio a carico del presidente Ettore Gotti Tedeschi e del direttore generale Paolo Cipriani e' piu' complicato di quello che si pensava in un primo momento.

SANTA SEDE - "La notizia della conferma, da parte del Tribunale del Riesame, del sequestro in via preventiva di un deposito dello Ior su un conto del Credito Artigiano e' stata appresa con stupore". Lo afferma il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi. "Si ritiene - aggiunge - che si tratti di un problema interpretativo e formale". Tanto che, conclude il gesuita, "i responsabili dello Ior ritengono di poter chiarire tutta la questione al piu' presto nelle sedi competenti".

NOVEMBRE 2009: ASSEGNI DA 300 MILA EURO - Tra le altre vicende su cui si indaga c'e', ad esempio, un'operazione del novembre del 2009, finita all'attenzione dei giudici del riesame, che fa riferimento ad assegni per complessivi 300mila euro incassati su un conto Ior presso Unicredit e negoziati da tale Maria Rossi (indicata dalla banca come la mamma di un reverendo, titolare del conto stesso). Dalle indagini, pero', e' emerso che quei soldi provengono da fondi di una banca di San Marino e che quello di Maria Rossi e' un nome di pura fantasia.

600 MILA EURO DI PRELIEVO - Un mese prima, ottobre 2009, presso una filiale di Intesa San Paolo sarebbe avvenuto un prelievo di 600mila euro in contanti senza che lo Ior avesse indicato la destinazione. Su sollecitazione della banca, l'istituto vaticano avrebbe parlato di soldi per missioni religiose senza fare riferimento a natura e scopo dell'operazione.

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MOSSI 140 MILIONI IN CONTANTI - Cosi' Intesa San Paolo ha fatto la segnalazione all'Uif, avvertendo anche che nell'arco di un anno sono stati movimentati ben 140 milioni di euro in contanti. Tra i tanti destinatari indicati dallo Ior come beneficiari di assegni c'e' anche un nominativo, finito all'attenzione dei magistrati della procura di Perugia che indagano sulle irregolarita' negli appalti sui Grandi Eventi: si tratta di quello di don Evaldo Biasini, economo della Congrega del Preziosissimo Sangue, indicato dalla stampa come il custode dei 'fondi neri' del costruttore Diego Anemone (agi).

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