Banche: non facciamo ricadere i problemi sulla PMI

L'appello viene dal deputato piacentino del PD, Paola De Micheli, nell'audizione di ieri in Commissione Finanze alla Camera dei Deputati. Sul banco degli imputati, i tassi di interesse e tutte le voci di spesa relative ai mutui e ai prestiti. È la piccola e media impresa che rischia di avere la parte peggiore

C'è la crisi finanziaria che ha accresciuto enormemente il costo del denaro. E ci sono le piccole e medie imprese che rischiano di soccombere per le difficoltà legate all'accesso al credito. Non solo per ricevere materialmente il denaro, ma soprattutto per le spese legate all'erogazione di mutui e fidi e al tasso di interesse che la PMI è costretta ad affrontare.

Il problema, ieri, lo ha messo bene a fuoco il deputato piacentino del Pd Paola De Micheli, nel corso di una audizione che Corrado Faissella, presidente dell'Associazione bancaria italiana, ha tenuto con la Commissione Finanze della Camera dei Deputati.
  Potenziare lo strumento dei consorzi fidi attraverso un accordo che metta a tavolino istituzioni, istituti di credito e associazioni di categoria  

Il costo del denaro è aumentato anche per le banche, sottolinea la De Micheli e la colpa è certo ascrivibile alla crisi finanziaria, ma le conseguenze non devono ricadere solo sull'impresa. “Le banche - ha continuato il deputato Pd - non possono essere schizofreniche nella valutazione delle potenzialità di accesso al credito”. Una possibile soluzione potrebbe essere quella di “Potenziare lo strumento dei consorzi fidi”, attraverso un accordo che metta a tavolino istituzioni, istituti di credito e associazioni di categoria.

Non è la prima volta che il problema banche viene sollevato: alla fine del mese scorso si era parlato dei problemi connessi alla commissione di massimo scoperto. “Abbiamo raccolto le proteste provenienti, in particolare, dal mondo degli artigiani che accusano le banche di aver solo cambiato nome alla commissione, lasciando i costi invariati, a dispetto della gente” aveva detto Massimo Polledri (Lega Nord Piacenza).

Poi, era arrivata la rassicurazione del sottosegretario all'Economia, Daniele Molgora: se il massimo scoperto cambia il nome ma la sostanza rimane invariata, è da considerarsi nullo.

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