Barabaschi Costruzioni, Bianchi (Cgil): «Linea imprenditoriale dai contorni oscuri»

Nubi scure sulla Barabaschi di Podenzano. Gli stipendi non riscossi sono diventati tre e nemmeno il tfr è stato versato a metà dei lavoratori che hanno lasciato l'azienda. E la dirigenza (fantasma) è irreperibile

Appaiono sempre meno definite le vicende societarie della Barabaschi Costruzioni spa (ne avevamo parlato qualche tempo fa) di Podenzano, i cui lavoratori vivono in questi giorni attimi di apprensione. Dopo lo sciopero indetto a fine marzo, con cui le maestranze chiedevano chiarezza sulla chiusura anticipata di alcuni cantieri e sulla corresponsione di una mensilità, gli stipendi non riscossi sono diventati tre e nemmeno il tfr è stato versato a metà dei lavoratori che hanno lasciato l'azienda. «Ci lascia perplessi una linea imprenditoriale che ha contorni oscuri», ha fatto sapere il funzionario di Fillea Cgil, Claudio Bianchi, nel corso di una conferenza stampa convocata poco fa alla Camera del lavoro in cui sono è stata fatta luce sugli accadimenti degli ultimi giorni e degli ultimi mesi.

LA PRESUNTA AZIENDA FANTASMA - «Dallo scorso novembre - ha spiegato Bianchi, affiancato da una rappresentanza di lavoratori che da un mese sono senza occupazione - il 20% delle azioni è detenuto da Andrea Barabaschi, mentre l'80% è stato ceduto alla Concreta srl, una ditta che non ha alcun recapito se non un numero di telefono al quale risponde un'abitazione privata. Nell'arco di questo tempo si sono verificati alcuni avvicendamenti tra i vertici societari e un presidente risulta al momento mancante in seguito alle precedenti dimissioni. Sappiamo - ha aggiunto il sindacalista - che il nuovo amministratore delegato è il casertano Andrea Marotta, di cui non abbiamo notizie più precise, e che l'advisor è Marco Valenti. Ma anche quest'ultimo per tutto il fine settimana non ha risposto al telefono».

NESSUNA CASSA INTEGRAZIONE STRAORDINARIA - E' inoltre svanita la possibilità di firmare la cassa integrazione straordinaria in corso Garibaldi, richiesta avanzata dal sindacato. «Qualche giorno fa l'azienda ha avviato le procedure per aprire la cassa integrazione straordinaria, che su convocazione della Provincia avrebbe dovuto essere sottoscritta ieri. Eppure, non si è presentata una sola figura delegata dall'azienda».

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LA RICHIESTA - «Oltre ad ottenere la corresponsione delle mensilità arretrate - annuncia Bianchi - vogliamo che si presenti una figura amministrativa affidabile. Per come si è manifestato, è preoccupante il fenomeno che sta affliggendo l'azienda: un rischio che potrebbero correre altre imprese sotto le morse della crisi». Antonio Rebeschin

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