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Stefano Bonaccini

Stefano Bonaccini

Edilizia, Bonaccini: «Nessun condono in Emilia-Romagna»

Il presidente: «Pratica lontana dalla nostra politica e dalla cultura di questa Regione. Vogliamo solo una maggiore semplificazione per favorire il ricorso al super ecobonus del 110%»

«Il progetto di legge all’esame dell’Assemblea legislativa ha un obiettivo chiaro: favorire il ricorso dei cittadini al super ecobonus 110%. Per favorire interventi diffusi di riqualificazione degli immobili, anche dal punto di vista energetico e della messa in sicurezza sismica, recuperando l’esistente, senza ulteriore consumo di suolo. Attraverso procedure snelle e tempi certi. Un’opportunità anche per il comparto dell’edilizia, da tempo in crisi e fortemente penalizzato in questi mesi di emergenza. D'altra parte, queste sono le stesse finalità della legge regionale che punta al saldo zero del consumo di suolo. Altri obiettivi non ci sono. Né si può anche solo pensare che l’intenzione della Regione o della Giunta che guido possa essere quello di attuare un condono». Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, interviene sul progetto di legge della Giunta sulla semplificazione in edilizia all’esame dell’Assemblea legislativa regionale.

Nessun condono, quindi. «Non scherziamo, il nostro obiettivo è quello opposto. I condoni- sottolinea- sono una pratica totalmente estranea alla nostra politica e alla cultura all'Emilia-Romagna. Questa è la Regione del Patto per il Lavoro e per il Clima, un unicum nazionale sottoscritto la settimana scorsa con tutte le rappresentanze istituzionali, economiche e sociali del nostro territorio. Per costruire l’Emilia-Romagna della piena sostenibilità». «Non voglio né ombre né fraintendimenti: per questo - prosegue Bonaccini - chiedo che nel confronto in atto in Assemblea legislativa vengano stralciate le parti del progetto di legge non strettamente legate all’obiettivo di una maggiore semplificazione per favorire il ricorso al super ecobonus. Ci sono due articoli, in particolare, relativi alle istruttorie in corso nei Comuni rispetto alle pratiche dei condoni edilizi del passato (1985, 1994, 2004), previsti da norme nazionali, non certo regionali, e alla riqualificazione delle strutture ricettive alberghiere. Non stiamo parlando di forzature o inserimenti estemporanei, ma di problemi reali che devono trovare una corretta soluzione. Ho letto e ascoltato in questi giorni molte dichiarazioni capziose e pretestuose, ricostruzioni fantasiose e critiche infondate. Ma ho sentito anche legittime preoccupazioni, proposte che intendo esaminare, richieste ragionevoli di approfondimento. E io al confronto e alle proposte di buonsenso non voglio assolutamente sottrarmi, anzi».

«Peraltro, durante l’iter consiliare in commissione, il confronto ha già prodotto alcuni passi avanti che hanno consentito di rafforzare il progetto di legge in materia di riqualificazione, con il contributo dell’intera maggioranza. Questa parte, che è il cuore della legge stessa, a mio avviso deve essere approvata già domani, affinché città e imprese possano cogliere tutte le opportunità previste col superbonus. Mi pare che su questo ci sia un consenso pressoché unanime. Sul resto continueremo a discutere, togliendo limiti, se ci sono, e anche alibi, sempre se ce ne sono. Semplificare le procedure e sostenere la riqualificazione del patrimonio immobiliare vetusto sono i nostri obiettivi- conclude il presidente della Regione- e siamo pronti a confermarlo sia approvando questa legge che attraverso un percorso di confronto vero e concreto sulle parti che oggi propongo di accantonare».

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