Reggi a Telecom: "L'uffico del numero 187 rimanga aperto"

Il sindaco Reggi scrive all'ad di Telecom Bernabè sulla prevista chiusura, in città, dell'uffico del "187.2", il servizio per la risoluzione dei guasti adsl dell'azienda telefonica: "Tale decisione comporterebbe un forte impoverimento della struttura locale, che verrebbe privata di un presidio tecnico di elevate professionalità e competenze"

La proposta di un incontro per "individuare possibili soluzioni e opportunità che assicurino la permanenza, e auspicabilmente l'ampliamento, della struttura produttiva di Telecom Italia nella città di Piacenza": si conclude così, la lettera che il sindaco Roberto Reggi ha inviato all'amministratore delegato Franco Bernabé e al responsabile delle Relazioni industriali dell'azienda telefonica Antonio Conti, in merito al programma di riorganizzazione che prevede la chiusura, nella sede piacentina, del servizio "187 tecnico, gestione del reclamo per guasto".

Di questa questione "il Piacenza" già si occupò lo scorso 16 dicembre, quando i lavoratori scioperarono. Ed è una nota, infatti, quella indirizzata dal primo cittadino ai vertici di Telecom Italia, che fa seguito all'incontro avvenuto nei giorni scorsi in municipio con una delegazione di Slc-Cgil, che ha espresso all'amministrazione comunale le preoccupazioni dei dipendenti per il ventilato stop alle attività del settore.

"Sono consapevole – scrive il sindaco Reggi nella lettera – del fatto che la ricaduta negativa sul territorio non si tradurrebbe nella perdita di posti di lavoro, poiché il personale addetto (13 unità) verrebbe destinato ad altro servizio, comunque erogato nel sito produttivo di Piacenza. Tuttavia – prosegue – sono altrettanto certo che tale decisione comporterebbe un forte impoverimento della struttura locale, che verrebbe privata di un presidio tecnico di elevate professionalità e competenze storicamente formatesi in questo contesto, ad esempio per quanto riguarda l'Adsl".

Il significativo ridimensionamento della struttura piacentina di Telecom, sottolinea Reggi, porta a temere "concrete possibilità di ulteriori accorpamenti e riduzioni, che potrebbero essere facile premessa ad un abbandono del nostro territorio. Inoltre, è evidente che il rafforzamento di un reparto tramite la chiusura di un altro non consente nuove assunzioni. Pertanto, pur comprendendo le ragioni organizzative e di equilibrio economico – rimarca il sindaco – non posso non portare la forte preoccupazione della città che rappresento, in particolare nella tutela dei suoi insediamenti produttivi, che non solo sono favoriti ma anche ricercati come opportunità di crescita e occupazione per i giovani, nonché di sviluppo dell'intera comunità".

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