Prosegue con successo, anche grazie al bel tempo, “Agricultura 2016”

E’ proseguita, finalmente accompagnata dal bel tempo, la ventitresima edizione di "Agricultura 2016", l'ormai tradizionale Festa dell'agricoltura piacentina che si svolge presso il Campus Agro-alimentare di via Agazzana.

Dalle 8,30 di sabato 14 maggio, presso l’aula magna, si è tenuta la proiezione del film “terra madre”, con il  successivo intervento di Guglielmo Donadello agronomo tecnico filiere Legambiente dedicata al tema: “Agricoltura sostenibile: opportunità di reddito o ulteriore fardello del mondo agricolo ? Con lui Ettore Contardi  responsabile Bionrg Italia che ha parlato dell’”utilizzo dei microrganismi per la fertilizzazione del suolo”.

Secondo i dati Agrofarma, nel 2014, nelle campagne italiane sarebbero stati impiegati prodotti chimici per 106.194 tonnellate, oltre 11mila in più rispetto all’anno precedente. Nonostante ciò, è emerso dalla relazione, il quadro scaturito dall’ultimo rapporto "Stop Pesticidi" è tutt’altro che rassicurante: il 42% dei campioni analizzati (su un totale di 7132) risulta contaminato da uno o più sostanze chimiche.

Il multiresiduo (presenza concomitante di più residui chimici in uno stesso campione alimentare), è salito di cinque punti percentuale dal 2012 al 2014, passando dal 17,1% al 22,4%, con campioni da record: cinque residui nelle mele, otto nelle fragole, quindici nell’uva da tavola, cioè in alimenti dalle ben note proprietà nutrizionali che però finiscono sulle nostre tavole carichi di pesticidi. Alle 10.30 esperienza pratica di georeferenziazione con i droni nel vigneto a cui seguirà un approfondimento sul software impiegato con Aermatica – Fontana.

Si è svolta anche la gara di valutazione bovine da latte per gruppi di studenti Itas. Con la supervisione del giudice Andrea Vegezzi (che con il collega Giovanni Bianchi punteggiatore Anafi collabora gratuitamente per la formazione degli studenti), la squadra capitanata dalla Scrocchi si è aggiudicata la gara. Seconda Romiti, terza Colombi.

Alle 11 l’inaugurazione ufficiale con le autorità accolte dalla Preside prof.Maria Teresa Andena, mentre Ulisse Ferrari ha come sempre coordinato la commovente commemorazione dedicata agli alunni Itas tragicamente scomparsi alla presenza dei loro famigliari e dei loro compagni nel “Bosco della speranza”.

Com’è noto, nel 2005, per iniziativa di Ferrari, in un appezzamento dell’azienda del Campus venne impiantato un bosco “particolare” che ogni anno, in concomitanza con AgriCultura, è luogo di ritrovo per una suggestiva cerimonia. E’ un boschetto “particolare”, creato per onorare dei morti: gli studenti di una scuola, deceduti mentre la frequentavano, oppure freschi di diploma. I confini del bosco rappresentano il perimetro di un’aula immaginaria: i filari di piante ricordano le file dei banchi; le piante identificano il gruppo degli studenti scomparsi, ritornati a scuola sotto altre sembianze.  Nessuna pianta porta alcun nome. Qualsiasi amico, parente o professore può riconoscere in qualunque albero uno dei tanti studenti scomparsi.” Nessuna delle oltre 250 piante, appartenenti a sette generi diversi,aveva spiegato Ferrari. è geneticamente uguale all’altra: tutte derivano da seme. L’erba triturata e le foglie secche che cadono in autunno diventano humus; le vite spezzate degli studenti si trasformano in ricordo vivente, tangibile e visibile (il bosco). Con una grande differenza: l’humus si dissolve nel tempo; il ricordo di una persona cara non svanisce mai”. Al termine il lancio dei colombi del prof. Agostino Malchiodi.

Domenica 15 maggio è prevista poi una camminata (dalle 9) per campi lungo il Trebbia  fino al centro di documentazione ambientale del parco del Trebbia loc. Rossia di Gossolengo.

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