«Ripresa post Covid: no a procedure emergenziali e massimo ribasso, sì a bandi pubblici e coesione sociale»

Intervento dei sindacati in vista del Tavolo sviluppo indetto in Provincia l'11 giugno

E’ stato convocato per giovedì 11 giugno il Tavolo per lo sviluppo, coordinato dalla Provincia di Piacenza. «Come già pubblicamente dichiarato diverse volte - scrivono in una nota Cgil, Cisl e Uil di Piacenza - riteniamo che sia lo strumento giusto per “governare” e far nascere la necessaria condivisione dei progetti strategici su cui il territorio vorrà investire per favorire la ripresa dell’economia che sta subendo gravi danni a causa dell’epidemia Covid 19. Lo spirito con cui approcciamo i lavori del Tavolo per lo sviluppo è quindi quello di un grande progetto complessivo, partecipato e di ampio respiro, per garantire al nostro territorio investimenti utili a tutta la collettività e un sistema sociale solidale e diffuso. Parteciperemo quindi così, ribadendo i temi già evidenziati durante i confronti preliminari avuti fino a qui, integrandoli e ampliandoli ulteriormente nel corso dei lavori».
«In vista delle prossime previste opere pubbliche, rispetto ad alcune proposte sui percorsi veloci e emergenziali per “cantierare” opere e avviare progetti di riqualificazione, riteniamo che non si possa abbassare la guardia su appalti, procedure e legalità, chiediamo quindi con le rispettive categorie di riferimento la riconferma dei protocolli siglati con gli Enti locali su appalti pubblici e l’adozione di protocolli specifici per l’avvio di opere pubbliche di rilievo, partendo dalla riqualificazione dei Magazzini Generali del Consorzio Agrario, gli interventi tuttora fermi previsti nel bando periferie ma soprattutto con la realizzazione del nuovo ospedale di Piacenza, garantendo l’affidamento dei lavori tramite gare pubbliche che privilegino l’offerta “economicamente più vantaggiosa” evitando il “massimo ribasso” e che garantiscano diritti e le tutele per i lavoratori senza derogare al codice degli appalti».

Proseguono i sindacati piacentini: «Analogamente occorre portare a compimento il rinnovo del protocollo per la sicurezza e legalità nella Logistica siglato nel 2102, un settore che conta a Piacenza quasi 10mila addetti e che coinvolge importanti aziende attorno alle quali ruotano decine di cooperative, consorzi di trasporti e facchinaggio, dei quali è difficile stabilire natura e affidabilità. Rivendichiamo quindi la funzione del nostro ruolo di sindacato generale per discutere tutti i temi legati allo sviluppo del territorio dal punto di vista economico e sociale: lavoro, sanità, servizi sociali, anziani, famiglie, scuola, mobilità e altri ambiti sono strategici per la coesione e lo sviluppo di un territorio che deve mettere al centro il lavoro in sicurezza e la coesione sociale, anche attraverso una progettazione più partecipata delle politiche di accoglienza e integrazione, con il rilancio del ruolo della Consulta provinciale dell’immigrazione».

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Discutere quindi del vasto e qualificato settore manifatturiero ma anche di come rafforzare gli strumenti necessari per un efficace contrasto alle diseguaglianze sociali, a povertà e all’isolamento sociale, a partire dai bisogni della popolazione anziana, delle famiglie e delle fasce più svantaggiate:  di un sistema socio sanitario all’altezza delle nuove sfide che privilegi domiciliarità, medicina territoriale e strutture dedicate alla non autosufficienza e alla popolazione anziana ripensate alla luce della drammatica diffusione del contagio in queste strutture, con sistemi di tassazione locale che puntino alla progressività in funzione delle fasce di reddito. Insieme a questo servono progetti urgenti per garantire un supporto adeguato alle famiglie per la cura dei bambini nel periodo estivo e la ripresa dell’anno scolastico nelle tempistiche previste, alla luce dei necessari interventi di edilizia scolastica per la messa in sicurezza, spazi e ore aggiuntive (determinanti per la gestione della didattica post covid), il ripensamento di tutta la rete dei servizi pubblici, degli orari di funzionamento della città coniugando tempi di vita e di lavoro delle persone e, in particolare, la riorganizzazione del trasporto pubblico e del sistema di mobilità complessiva nel territorio»

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