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Alluvione, Gazzolo in commissione: "Emergenza ben gestita"

Lunga seduta della 'Territorio Ambiente'. La Regione ha già stanziato 5 milioni di euro, presentato la richiesta di stato d'emergenza e sta valutando il differimento del pagamento dei tributi fiscali. Critiche le opposizioni: "Sistema di allertamento e dotazioni tecnologiche da rivedere"; "Ora la no tax area". E l'assessore annuncia novità: "La Protezione civile verrà allertata prima"

“Nonostante l’assoluta eccezionalità dell’evento, l’emergenza è stata ben gestita dalla fase di allertamento a quella degli interventi sul campo”. Così l'assessore alla Difesa del suolo e della costa, protezione civile e politiche ambientali e della montagna, Paola Gazzolo, intervenuta nella seduta di ieri pomeriggio della commissione Territorio, ambiente, mobilità, presieduta da Manuela Rontini, per una informativa sull’alluvione che ha duramente colpito una vasta area del territorio della provincia di Piacenza e una parte di quello della provincia di Parma. Nel corso della lunga seduta, Gazzolo ha elencato la genesi dei fatti e, rispetto ai momenti del passaggio dalla fase di allerta a quella di allarme, ha specificato “chi ha fatto cosa”. “La Regione- ha poi sottolineato l’assessore- ha già stanziato 5 milioni di euro per gli interventi di somma urgenza e ne prevede ben 28 per interventi strutturali”. Inoltre, “ha presentato richiesta perché il Consiglio dei ministri riconosca lo stato d’emergenza nazionale, stimando danni per il patrimonio pubblico pari a oltre 88 milioni, a cui si aggiungeranno quelli a carico dei privati, la cui valutazione inizierà dopo l’approvazione dello stato d’emergenza”. Infine, “la Giunta sta valutando, per le zone colpite, il differimento dei pagamenti dei tributi fiscali”.

Tommaso Foti (Fdi-An), sulla scorta dell’informativa e di documenti da lui acquisiti, ha evidenziato “un innegabile malfunzionamento delle linee di comando e di coordinamento nella gestione dell’emergenza, in particolare nel passaggio dalla fase di allertamento a quella di allarme conclamata”. Secondo la ricostruzione del capogruppo, “il sistema di allertamento è da rivedere, a partire dalle dotazioni tecnologiche, che urgono ammodernamento, e dalla predisposizione dei piani comunali di protezione civile, di cui troppi Comuni sono ancora sprovvisti”. Inoltre, ha sottolineato, “è ineludibile aprire una seria riflessione sugli interventi strutturali da effettuare nel territorio, a partire dalle strade, la cui riparazione deve essere valutata in base alle reale funzionalità”. Infine, Foti ha richiesto “il quadro degli interventi di somma urgenza autorizzati negli ultimi 5 anni nel territorio piacentino, con il dettaglio di quelli effettuati e di quelli non realizzati nonostante lo stanziamento di fondi, ciò al fine di verificare se, come e dove sono stati impiegati i soldi pubblici”.

Matteo Rancan (Ln) ha affermato che “l’eccezionalità dell’evento non può diventare un alibi per nascondere le evidenti criticità emerse nella gestione dell’allerta, che impongono una revisione del sistema di allertamento”. Nella provincia di Piacenza, ha rimarcato il consigliere, “sono ben 20 i Comuni privi del piano comunale di protezione civile e la Regione deve trovare con urgenza il modo di supportarli e incentivarli nella predisposizione”. Inoltre, “l’Ente deve farsi carico delle esigenze di cittadini e imprese delle zone colpite, intervenendo sul Governo affinché venga istituita una ‘no tax area’”. Infine, Rancan ha chiesto “di effettuare verifiche strutturali sui ponti e di valutare la ripresa delle escavazioni di ghiaia dall’alveo dei fiumi, al fine di facilitare lo scorrimento delle acque”.

Katia Tarasconi (Pd) ha riferito che “nelle zone alluvionate, nonostante tutti abbiano vissuto l’assoluta eccezionalità dell’evento, ci sia rabbia per un allarme dato non con la necessaria tempestività”. Il vero problema, ha affermato la consigliera, “è il presidio, in termini di prevenzione, del territorio, in particolare di quello montano, sempre più soggetto ad abbandono, il cui presidio va incentivato con un’oculata politica di investimenti e incentivi per chi vi abita e vi lavora e per chi è disposto a trasferirvisi”. Infine, Tarasconi ha sottolineato “la necessità di interventi urgenti, come la pulizia dei corsi d’acqua, da abbinare a una rigorosa programmazione di interventi strutturali”.

Massimo Iotti (Pd) ha espresso apprezzamento “per l’inserimento nella richiesta di stato d’emergenza nazionale della parte di territorio parmense colpita dall’evento alluvionale”. Il cambiamento climatico in atto, è stata l’analisi del consigliere, “richiede azioni strategiche di prevenzione che vanno dall’aggiornamento delle mappe e dei livelli di rischio a un ripensamento dell’intera gestione del territorio, delle sue vocazioni e funzioni, in particolare in merito al consumo di suolo, alle reti infrastrutturali, presenti e in fase di progettazione, e alle risorse pubbliche da investire”.

Yuri Torri (Sel) ha sottolineato come “sia importante riflettere non solo sugli interventi urgenti per la gestione dell’emergenza ma sulla programmazione degli interventi strutturali, fondamentali per la prevenzione, al fine predisporre piani di contrasto al dissesto idrogeologico e al consumo di suolo funzionali a un efficace presidio del territorio”. Infine, il consigliere ha invitato la Regione “ad attivarsi per l’adozione, da parte di tutti i Comuni, dei piani comunali di protezione civile, passo necessario per migliorare il sistema regionale di protezione civile”.

L’assessore Gazzolo ha replicato alle critiche e risposto alle domande ribadendo che, “per quanto riguarda la Regione, la gestione del sistema di allertamento e di coordinamento degli interventi nella fase d’emergenza è stata efficiente ed efficace”. Il vero problema, ormai, “è la frequenza e soprattutto l’intensità degli eventi, che riduce drasticamente i tempi di risposta, tanto che l’orientamento della Giunta, nell’immediato futuro, è quello di attivare il sistema di protezione civile già nella fase in cui Arpa dirama i primi bollettini di attenzione per eventi meteorologici”. Inoltre, “l’Ente ha già in programma un nuovo portale a disposizione dei territori, nel quale far confluire, ogni 15 minuti e non solo ogni 30, tutti i bollettini di Arpa e le comunicazioni dell’Agenzia regionale di protezione civile, così come vi saranno nuove dotazioni tecnologiche, ad esempio telefoni satellitari, uno snellimento delle procedure e un nuovo piano del rischio alluvioni con evidenziazione dei livelli e delle zone di pericolosità”. Infine, ha concluso Gazzolo, “è in corso coi Comuni la revisione dei piani comunali di protezione civile esistenti e la predisposizione di quelli non ancora redatti, mentre i problemi del territorio montano saranno affrontati nella loro complessità nella Conferenza regionale sulla montagna, in programma entro la fine dell’anno”.

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