Alluvione, no alla commissione d’inchiesta voluta da Foti

L'Assemblea legislativa regionale ha respinto la richiesta di istituire una commissione speciale d'inchiesta "in ordine alle cause che hanno determinato, in provincia di Piacenza, in occasione degli eventi alluvionali del 13 e 14 settembre, una gravissima situazione, aggravata dai ritardi nelle comunicazioni e negli interventi da parte dei diversi livelli istituzionali"

L’Assemblea legislativa regionale ha respinto la richiesta di istituire una commissione speciale d’inchiesta "in ordine alle cause che hanno determinato, in provincia di Piacenza, in occasione degli eventi alluvionali del 13 e 14 settembre, una gravissima situazione, aggravata dai ritardi nelle comunicazioni e negli interventi da parte dei diversi livelli istituzionali". La richiesta era stata avanzata dal consigliere Tommaso Foti (Fdi-An), ai sensi dell'articolo 40, comma l, dello Statuto della Regione e dell'articolo 60, comma l, del Regolamento. Contro la richiesta ha votato il gruppo del Pd, astenuta Sel. A favore Fdi-An, Ln, Fi e M5s.

Nel motivare la sua richiesta, Foti in Aula ha ricordato "le denunce di diversi sindaci delle zone colpite che sostengono di avere ricevuto - un paio d'ore dopo l'inizio dell'ondata di piena - fax e messaggi telefonici dall'Agenzia regionale di Protezione civile in orari in cui nei Municipi non era presente il personale". E ancora: "L'erogazione della luce elettrica risultava sospesa, i collegamenti telefonici gravemente compromessi e, quindi, non funzionanti". Appare dunque "doveroso, senza alcun spirito persecutorio o di rivalsa politica nei confronti di chicchessia- ha sottolineato il consigliere- accertare cosa non abbia funzionato durante quelle drammatiche ore e se via siano state sottovalutazioni di alcune situazioni che, dimenticate da anni, possono avere concorso ad aggravare i danni". La richiesta di istituire una commissione d'inchiesta era inoltre motivata dalla convinzione che “accertare i fatti, evidenziare i limiti delle attività poste in essere, può servire senza dubbio- ha concluso Foti- a evitare in futuro il ripetersi di situazioni e/o di errori che, in situazioni d'emergenza, assumono enorme rilevanza per la tutela della vita delle persone e per la salvaguardia delle infrastrutture, sia civili, sia pubbliche”.

Nel corso del dibattito, Foti ha poi ricordato che il Consiglio comunale di Piacenza ha votato all’unanimità la richiesta di una commissione d’inchiesta: “Non si vuole fare nessun processo- ha sottolineato- ma solo accertare quello che non ha funzionato, al fine di evitare, in futuro, il ripetersi di simili eventi. Se non sarà l’Assemblea a chiedere la Commissione d’inchiesta, ci rivolgeremo- ha concluso Foti- ad altra Autorità”. D’accordo con Foti, Matteo Rancan (Ln), per il quale “l’allerta ha fatto cilecca e le dichiarazioni di molti sindaci sono a testimoniare che qualcosa non ha funzionato”. Sì alla commissione d’inchiesta anche da parte di Enrico Aimi (Fi).

Contro la richiesta si è espressa Manuela Rontini (Pd), lpresidente della commissione Territorio e Ambiente: “Una commissione d’inchiesta dell’Assemblea– ha spiegato- ha pochi poteri e non aggiungerebbe nulla di concreto. Meglio una lavoro in commissione che segua la situazione e, in particolare, l’iter degli interventi di ricostruzione”. Per Katia Tarasconi (Pd), "tutto è stato fatto secondo gli standard attuali, ma l’evento è stato eccezionale e imprevedibile per il territorio piacentino. Qualcosa, è ovvio, andrà cambiato”.

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