Calza: «Quattro vicepresidenze sono una follia, ma almeno una sia lasciata alla minoranza»

L’intervento della presidente uscente della Conferenza Socio sanitaria, dopo l’impasse che si è verificata dopo lo scontro tra sindaci del centrodestra e del centrosinistra sull’elezione dei nuovi vertici

Patrizia Calza

La querelle politica tra i sindaci del centrodestra e del centrosinistra sull’elezione del nuovo presidente della Conferenza Socio sanitaria, dei vicepresidenti e dell’ufficio di presidenza, non trova ancora un accordo. Interviene in merito all’impasse che si è verificata la presidente uscente della Conferenza, il sindaco di Gragnano (del centrosinistra) Patrizia Calza. «Quattro vice-presidenze – spiega Calza - per il ruolo di sostituto del presidente della Conferenza Socio sanitaria sono una follia della politica, francamente mi pareva e ancora mi pare che la concessione di una vicepresidenza su quattro a chi tre anni fa, al fine di uscire dall’impasse istituzionale e amministrativa, accettò un incarico da tutti, per ben note ragioni, rifuggito, potesse definirsi un atto di correttezza e sensibilità istituzionale, soprattutto da parte di colleghi sindaci con i quali si è nel frattempo serenamente lavorato. Probabilmente roba da prima Repubblica. Se così non deve essere, ben venga comunque, per quanto mi riguarda, il conferimento di una vicepresidenza ad un qualsiasi altro degli amministratori della minoranza. Ciò che però mi pare più grave e dirimente è che si possa andare al voto, senza uno straccio di accordo o documento su come si intenda impostare o approcciare il lavoro che ci attende (e che è conseguente ad un piano a cui la candidata presidente è sempre stata dichiaratamente avversa e ostile). Poiché Lucia Fontana – candidato in pectore alla presidenza per il centrodestra, ndr - nel 2016 rifiutò l’incarico per “tenersi le mani libere” e successivamente, nel corso dei tre anni, non ha mai votato a favore dei più importanti atti della politica sanitaria locale, mi sembra di poter dire che la condivisione di alcune linee di indirizzo su alcuni punti fondamentali della stessa costituisca una pre-condizione ragionevole oltre che doverosa».

Direi che il tema sia stato affrontato con molta leggerezza senza entrare minimamente nel merito della questione. Se la rottura di venerdì 19 luglio sarà servita a far cogliere la necessità di un approfondimento di questa tematica così delicata penso che i problemi potranno essere superati senza inutili e distruttivi bracci di ferro e soprattutto restituendo alla politica il significato più alto che le spetta».

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