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Lunedì, 29 Novembre 2021
Politica

Cartelle esattoriali da 300mila euro per Pc Expo, Levoni: «Com’è possibile?»

L’intervento del consigliere dei Liberali sull'ente fieristico di Le Mose: «Il Comune di Piacenza che batte cassa per l’Imu così mette in mora la società, di chi è la responsabilità di tutto questo?»

«L’Amministrazione Barbieri, dopo la decisione dei soci di Piacenza Expo di passare da un Cda ad un amministratore unico, ha provveduto alla nomina di Giuseppe Cavalli al vertice della società. Da allora e ad oggi, il “nostro” Ente Fiere ha potenziato e migliorato le iniziative in essere, ora consolidate, una fra tutte Geofluid, oltre a crearne di nuove ed a sviluppare un sempre maggiore interesse da parte dei vari operatori economici nei confronti appunto di Piacenza Expo.

Tutto ciò ha migliorato costantemente i bilanci societari ed addirittura, anche grazie alle nuove iniziative fieristiche, (nel 2020 partiranno ben 5 nuovi appuntamenti) i conti, da sempre in rosso, si stanno avviando ad un pareggio di bilancio che solo pochi anni fa sembrava Antonio Levoni-8fosse impossibile da raggiungere - e che ora potrebbe essere a portata di mano. Il Consiglio Comunale, in modo trasversale, ha da poco riconosciuto la bontà del lavoro svolto dall’amministratore Cavalli, prendendo atto degli ottimi risultati raggiunti e delle interessanti prospettive in campo.

Ora, in questo magico momento per Pc Expo, il rischio di vanificare tutto ciò che di buono è stato fatto è purtroppo concreto e bussa alle sue porte. Cartelle esattoriali per oltre 300mila euro causate, sembra, dal mancato pagamento di imposte comunali potrebbero affossare i conti oggi, come detto, in deciso miglioramento, bloccando sul nascere tutte le prospettive positive e di qualità che sono in campo.

Credo sia assurdo ciò che sta accadendo o che, purtroppo, è già accaduto. Mi chiedo chi ne sia responsabile. Chi doveva controllare in Pc Expo nel 2013 e 2014? Il CdA in carica in quegli anni ne era consapevole? Il Comune di Piacenza, proprietario del 54% delle quote societarie che atteggiamento ha tenuto, sia amministrativamente sia politicamente? Ed ancora, perché solo oggi si inviano cartelle esattoriali per timore (così sembra) della prescrizione dei crediti? Dall’insediamento dell'amministratore unico ad oggi non si potevano cercare soluzioni o strategie che avrebbero potuto pianificare la situazione in modo indolore?

 

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