Giovedì, 29 Luglio 2021
Politica

Diga di Boschi, Europa Verde chiede alla Regione di chiarire

Interrogazione della consigliera Zamboni: «Vogliamo conoscere i risultati del monitoraggio di Arpae»

«Lo svuotamento della diga di Boschi, sul torrente Aveto, ha prodotto un pesante impatto ambientale anche sulla Valtrebbia. Secondo le denunce di cittadini, istituzioni e associazioni, le acque dell’Aveto e quelle del Trebbia sono diventate torbide e si sono riempite di schiume e fanghiglia. Lo svuotamento dell’impianto gestito da Enel Green Power si è reso necessario per la sostituzione di una paratia. Nonostante il gestore abbia comunicato di non aver rilevato anomalie nel processo di svaso, alcuni cittadini hannoSilvia Zamboni-3 presentato esposti in cui si chiede di fare chiarezza, mentre i sindaci di Bobbio e Corte Brugnatella hanno annunciato che stanno valutando se presentare denuncia formale per danno turistico e ambientale, nel caso in cui persistesse la colorazione marrone delle acque del Trebbia, in una vale che negli anni si è guadagnata la fama di destinazione turistica di grande pregio naturalistico». Il gruppo Europa Verde in Assemblea legislativa Emilia-Romagna sollecita la giunta regionale a fare piena chiarezza sull’accaduto. In una interrogazione depositata oggi, la capogruppo Silvia Zamboni chiede di verificare se i dati in possesso di Arpae, che ha effettuato il monitoraggio ambientale e il controllo delle attività condotte dal gestore della diga prima, durante e dopo le attività di svaso, rientrino nei limiti previsti dal Piano Operativo di Svaso, come dichiarato da Enel. 

Inoltre, Europa Verde chiede se la giunta intenda dare risposta alle preoccupazioni espresse dai rappresentanti delle amministrazioni locali della Valtrebbia, dai rappresentanti dei pescatori e delle associazioni ambientaliste sui danni ambientali, economici e di immagine prodotti dalle operazioni di svaso e sulle temute ricadute negative sull’andamento della imminente stagione turistica. «Quello che è accaduto in Val Trebbia è inammissibile. Era stato proposto di posticipare lo svaso a dopo l’estate per evitare brutte sorprese nel periodo estivo. La Regione stessa aveva chiesto di tenere conto delle esigenze di tutela del territorio e dell’economia locale. Oggi ci troviamo invece di fronte ad alterazioni dell’ambiente che rischiano di compromettere il più importante volano economico della zona, cioè il turismo, che vive dello scenario naturale e delle acque cristalline dei fiumi – afferma Silvia Zamboni, capogruppo di Europa Verde e vicepresidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna –. Per questo vogliamo che sia fatta chiarezza e che siano individuate eventuali responsabilità sul mancato rispetto delle prescrizioni della Conferenza dei Servizi. Lo dobbiamo ai cittadini, perché la tutela dell’ambiente, delle comunità e dell’economia locale viene prima di ogni altro interesse privato».   

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