Tarasconi (Pd): «Serve una programmazione chiara che tenga conto della gestione dei figli»

«Le donne sono praticamente assenti dalle task force messe in campo dal Governo per affrontare questa nuova fase. I problemi che perlopiù riguardano le donne e le madri sembrano passati in secondo piano»

«Un piano d’azione chiaro con priorità individuate, studiate e condivise è l’unico modo che avremo per lasciarci alle spalle la fase 1 e affrontare preparati la fase 2 in cui siamo appena entrati». Ne è convinta Katia Tarasconi, consigliera regionale del Pd in Emilia-Romagna nonché rappresentante a Bologna del territorio piacentino ovvero il più colpito dagli effetti del coronavirus in tutta la regione, motivo per cui lo stesso Presidente Stefano Bonaccini lo ha escluso dalle riaperture già previste per oggi nelle altre province. 

E parlare di priorità, secondo Tarasconi, significa tenere conto di tutte le componenti della vita economica e sociale del Paese: «A giudicare dalla comunicazione che il Governo sta proponendo agli italiani in vista dell’inizio ufficiale della fase 2 previsto per il 4 maggio - spiega - trovo che il piano dei servizi e delle azioni previste dallo Stato non tenga conto, o tenga poco conto, di aspetti determinanti. Vedo una prospettiva quasi ribaltata. Se si pensa ad aprire le aziende senza tenere in adeguata considerazione i nostri bambini e chi ha il dovere di occuparsene, significa che qualcosa non va nella programmazione». 

Del resto, fa notare Katia Tarasconi, «le donne sono praticamente assenti dalle task force messe in campo dal Governo per affrontare questa nuova fase. E, in assenza di una rappresentanza fisica nella stanza dei bottoni, risultato non poteva che essere quello che abbiamo visto: i problemi che perlopiù riguardano le donne e le madri sembrano passati in secondo piano». 

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E’ una critica dura, da madre prima ancora che da rappresentante delle Istituzioni, a come il Governo Conte sta impostando la gestione di una fase cruciale nella quale -  pur continuando a fronteggiare l’emergenza sanitaria da covid-19 che fa ancora paura - si inizia a pianificare il ritorno alla vita attiva da parte di tutta la cittadinanza. Una fase senz’altro difficilissima perché richiede che nello stesso piano d’azione vengano considerate esigenze che spingono in direzioni opposte: da un lato il contenimento dell’epidemia, che richiede distanziamento sociale e riduzione della mobilità; dall’altro la ripresa dell’economia e della vita sociale, che richiedono esattamente l’opposto. Ed è proprio per l’oggettiva difficoltà di questa fase che, secondo Tarasconi, la lista delle priorità non può non considerare componenti fondamentali dalla società. «Andiamo verso l’estate - aggiunge - e si prospetta un rientro al lavoro senza ferie nel prossimo periodo, nella speranza che l’economia riparta. E’ fondamentale, ma non è pensabile non programmare in modo preciso e con una comunicazione chiara alla cittadinanza, anche durante le dirette Facebook, come faremo a gestire la vita dei più piccoli visto che le scuole sono ancora chiuse e visto che probabilmente sarà complicato organizzare attività estive per bambini e ragazzi mentre i genitori dovranno essere al lavoro». Sono temi che, secondo Katia Tarasconi, dovrebbero essere affrontati prima di tutti gli altri, e non dopo. 

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