«Il nuovo ospedale è solo un'operazione immobiliare voluta dal Pd»

Il nuovo ospedale non s'ha da fare. La pensano così i residenti del quartiere di via Taverna, il comitato commercianti e imprenditori della zona e i candidati sindaco che nella serata dell'11 maggio si sono ritrovati alla cooperativa Lupi per dire no al progetto

Un momento dell'incontro

Il nuovo ospedale non s'ha da fare. La pensano così i residenti del quartiere di via Taverna, il comitato commercianti e imprenditori della zona e i candidati sindaco che nella serata dell'11 maggio si sono ritrovati alla cooperativa Lupi per dire no al progetto per la costruzione di una nuova struttura ospedaliera. Erano presenti: Sandra Ponzini (Passione Civica - Sandra Ponzini sindaca), Luigi Rabuffi (Piacenza in Comune), Erika Opizzi per Patrizia Barbieri (Centrodestra) Andra Pugni (Cinque Stelle) e Massimo Trespidi (Centro). Paolo Rizzi (Pd) non è stato invitato perché favorevole al nuovo ospedale. Assente anche Emanuele Solari (Forza Nuova).

«L'incontro si è reso necessario a causa dei problemi provocati dallo spostamento dei parcheggi interni all'ospedale verso le via limitrofe e soprattutto dopo l'ipotesi di un nuovo ospedale a Sant'Antonio. Le liste che si sono espresse per l'abbandono dell'attuale nosocomio non sono state invitate», si legge nella convocazione del comitato. «Il nostro quartiere si è sviluppato grazie all'ospedale, perché dobbiamo spendere milioni? Non ci siamo mai arresi e non ci arrenderemo nonostante le tante difficoltà che in questi anni abbiamo dovuto affrontare.  - spiega Daniel Bozzarelli, referente dei commercianti -. «Hanno chiuso Cantone del Cristo, poi hanno tolto i due sensi di marcia per i bus in via Taverna, hanno tolto le linee dirette che portavano all'ingresso dell struttura e in ultimo - continua - il problema dei parcheggi. Non si è considerato minimamente cosa poteva creare la decisione di spostare le auto dei dipendenti all'esterno, e siamo arrivati a questo punto. Abbiamo proposto un parcheggio nel parcheggio dell'arsenale: nessuno ci ha dato una risposta».

La prima a prendere la parola, davanti a circa una cinquantina di persone, è stata Erika Opizzi, candidata per Fratelli d'Italia, lista che sostiene Patrizia Barbieri: «La Regione non ha stanziato fondi, esiste solo un protocollo fatto da Dosi, Reggi e Bonaccini per confezionare una boutade elettorale e basta. Si tratta di un progetto campato per aria organizzato dalla famiglia del Pd. Non si può pensare di affrontare il problema della viabilità senza in progetto d'insieme. Non si può toccare un punto senza poi avere ripercussioni a cascata. Noi non vogliamo un altro ospedale. Se fosse fatto cosa succederebbe a questo quartiere? Le nostre proposte sono quelle di riqualificare e potenziare il parcheggio di via Campagna, o di aprire l'Arsenale ma l'ospedale non si deve spostare». Dello stesso avviso Sandra Ponzini: «E' una tegola che ci è piovuta dall'alto. Nessuno non ha mai riflettuto su quello che rappresenta l'ospedale per una città. Si tratta di una mera operazione immobiliare ed elettorale. Dosi in questi anni si è dimostrato molto debole verso Provincia e Regione e ha subito le cose che gli venivano proposte». «Siamo una comunità: bisogna parlare e ascoltare cosa pensa la gente. E' vergognoso - ha dichiarato Luigi Rabuffi - che abbiamo scoperto che si è deciso per un ospedale nuovo praticamente solo dai giornali  Lo hanno presentato in Confindustria e poi votato in conferenza socio sanitaria e nessuno ha potuto esprimere un parere, nemmeno i residenti di Sant'Antonio. Noi proponiamo l'acquisizione dell'area Ex Acna (via Borghetto) e mi impengo a bloccare tutto qualora diventassi sindaco.  Non si fa un ospedale nuovo per ovviare al problema dei parcheggi».

«Il nostro "no" al nuovo ospedale è categorico - ha affermato Andrea Pugni (Cinque Stelle) -. Concordo con i miei "colleghi" e propongo l'area Ex Acna per un nuovo parcheggio. Non ci si inventa niente. Il nuovo ospedale avrebbe stessi posti letto (550) di quello attuale. I 230 milioni non basteranno, come spesso accade in questi casi. Il polichirurgico doveva costare 23 miliardi e invece ne hanno usati duecento». Infine ha preso la parola Massimo Trespidi: «Da sindaco di Piacenza bloccherò questa operazione che ha come padrini gli esponenenti del Pd, e non è un caso che il loro candidato Paolo Rizzi sia assente. Si scrive Rizzi si legge Reggi, Dosi e Bonaccini. C'è veramente bisogno di un altro ospedale o il problema è solo dove farlo?». E sui parcheggi: «Per andare allo stadio il posteggio è gratis, per andare in ospedale no. Questo in un paese civile non può esistere. Nei prossimi giorni presenteremo pubblicamente la nostra proposta. Il sindaco si deve preoccuapre che la zona di via Taverna non muoia. Se mai si facesse, cosa diventerebbe questa zona se non l'ennesima area dismessa in centro storico?». 

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