L’analisi di “Gente in Movimento” sul voto referendario

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

«Siamo quasi alla fine della battaglia dei SI e dei NO senza che si abbia sentore di una vittoria certa causa dipendente dal troppo impegno politico in contrapposizione alla poca informazione concreta sul futuro che questo referendum procurerà. Da una parte c’è chi mette paura alla gente sui disastri di un cambiamento e dall’altra chi ti dice che se non c’è cambiamento la tua vita rimane tale e quale, quindi per molti la solita rovina. La nostra analisi si proietta invece l’indomani del voto, quando finalmente sapremo se ci saremo sposati con un bel SI oppure avremo preso un secco rifiuto dalla morosa. Il nostro conto applicato, politico ed aritmetico si rifà alle proiezioni settimanali sulla salute dei partiti, per cui i 5 stelle sono accreditati del 27%, Lega Nord del 13%, Forza Italia 12% e Fratelli d’Italia 5%, per un totale del 57%. Questo è il fronte del NO politico a cui vanno aggiunti i transfughi del PD quali Bersani ed altri di cui si può stimare un 5% . Totale 62%. Quindi il NO se non raggiunge quella cifra vuol dire che la grande ammucchiata di partiti che di solito fanno a cazzotti  ha perso, mentre Renzi manterrebbe quel circa 40% che lo ha eletto campione di incassi per il PD, questa volta senza bersaniani o oppositori interni, quindi più forte di prima. E’ naturale che la proposta referendaria verrebbe bocciata, ma non sarebbe determinante per far dimettere Renzi, figuriamoci che razza di pasticcio politico potrà succedere se il risultato fosse in bilico, non parliamo del caso di vincita del SI».

Daniele Spina (Gente in Movimento)

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