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La tassa di soggiorno è realtà, ma saranno esclusi i motel

Con qualche piccola correzione al regolamento, passa in consiglio comunale la proposta di una tassa di soggiorno. Foti: «Tassa che non fa danni elettorali ma desertificherà le presenze». Quagliaroli: «Impossibile fare paragoni con altre città d’arte». Polledri: «La gente andrà a dormire in provincia per evitarla». Perrucci e Ponzini (Pd) si astengono, ma dal 1 gennaio 2016 la tassa entrerà in vigore

Nonostante la “resistenza” di Foti e Polledri – i più critici e battaglieri dell’opposizione su questo tema - la tassa di soggiorno, voluta dall’assessore al bilancio Luigi Gazzola, è passata senza problemi durante il consiglio comunale del 9 novembre. «Non siamo certo un comune che offre un numero di servizi – ha detto in apertura proprio Tommaso Foti (Fratelli d’Italia) - eventi e iniziative tali da giustificare una tassa del genere. Se avessimo una serie di presenze stabili ogni anno…Nonostante Expo non c’è stato un albergo della città che avesse detto di avere tutte le stanze occupate, anzi, uno dei più importanti hotel (l’Albergo Roma, nda) ha addirittura chiuso nel periodo più importante di Expo. Prima si dà un’immagine turistica della propria città, poi si può sfruttare questo balzello, così come Venezia e le altre città d’arte. Se i turisti fanno i confronti… Qua facciamo pagare chi viene a Piacenza a prescindere da quello che offre la città. È una tassa di scopo che elettoralmente non fa danni, perché non colpisce i piacentini. È un imposta comoda che provocherà danni e contribuirà alla desertificazione del turismo. Non so quanti alberghi chiuderanno per questo provvedimento, ma possiamo sapere che saranno tanti i turisti che non verranno più. Più che cultura qua si tratta solo di “tortura”: chiediamo una tassa per migliorare i nostri musei, ma non sappiamo con esattezza dove andranno a finire le risorse. Magari il turista viene d’estate e paga la tassa, quando gli spazi espositivi sono chiusi». Foti ha sottolineato alcune perplessità relative al recupero dell’evasione dell’imposta, difficile quanto si tratta di turisti stranieri. Il Comune dovrebbe, secondo il consigliere, impegnare l’avvocatura per recuperare un paio di euro evasi da qualche cittadino americano o tedesco.

«Sono consapevole delle difficoltà di bilancio – ha spiegato il suo voto contrario Mirta Quagliaroli del Movimento 5 Stelle - so bene che andrà a coprire alcune voci. Non possiamo però paragonarci ad altre città che hanno vocazioni turistiche e accessi di un certo livello. Per avere più turismo dobbiamo essere più attrattivi e avere prezzi più bassi. È una manovra depressiva». «Ennesima gabella – è il parere di Massimo Polledri (Lega Nord) – e balzello di questa Amministrazione. Così la gente andrà a dormire magari a Borgonovo, piuttosto che spendere i soldi qui. La gente dovrebbe almeno sapere che quei soldi finiscano in progetti seri. Poi non sono molto sicuro che le associazioni di categoria abbiano accolto con favore questo provvedimento: magari i loro rappresentanti, ma i titolari degli alberghi non credo». Anche Polledri ha rimarcato i rischi dell’evasione da parte di turisti stranieri, fenomeno già emerso in molte città e località turistiche italiane. «Questa non è la tassa dei piacentini ma per i piacentini – ha rilevato Marco Colosimo (Piacenza Viva) -, non tocca le tasche dei residenti e dà risorse per alcune voci come cultura e turismo dimenticate dall’Amministrazione». «Non credo – ha rilevato Roberto Colla (Moderati) - che questa misura, che è una sorta di “balzellino”, farà scomparire la gente dalla città e porterà turisti a dormire in provincia. Spero che la tassa non sia sui 4-5 euro però». «Non è lo spavento della tassa di soggiorno – ha dichiarato Filiberto Putzu (Forza Italia) - a disincentivare l’arrivo di persone. Speriamo però che non si alimenti un modo di fare dei piacentini: non dobbiamo imporre alla gente di pagare per forza. Se uno viene qua a visitare la città o ad abitarci, contribuisce ad aumentare l’economia del territorio». «Con questi introiti – è l’intervento di Laura Rapacioli (Pd) - potremmo finanziare materiale pubblicitario, organizzare eventi ed iniziative». «Come si fa a incentivare il turismo – ha ribadito Marco Tassi (Pdl) - mettendo una tassa sul turismo? Non ci quantificate la tassa, sappiamo solo che può avere un massimo di 5 euro. È l’ennesimo atto di fede di questo consiglio».

Foti e Polledri in un ordine del giorno hanno chiesto alla giunta di realizzare un “piano articolato di destinazione di tutte le somme raccolte”, in modo da conoscere il reale approdo delle risorse raccolte dall’imposta. La proposta è passata con il voto unanime dell’aula. La stessa giunta ha presentato un emendamento per “correggere” alcuni parti del regolamento già approvato in commissione. La modifica più importante al regolamento riguarda le soste diurne. Chi utilizzerà una struttura alberghiera a “ore”, durante il giorno, non si vedrà applicare la tassa. Inoltre il Comune si è imposto, ogni tre mesi, un tavolo tecnico tra l’assessore al turismo e le associazioni di categoria, per confrontarsi sui rapporti tra l’ente e gli albergatori.

La tassa di soggiorno è così stata approvata dalla maggioranza e dal gruppo Misto (ad eccezione delle astensioni di Stefano Perrucci e Sandra Ponzini del Pd) e da Marco Colosimo (Piacenza Viva). Parere contrario da parte di Fratelli d’Italia, Lega Nord, Pdl e Movimento 5 Stelle (con Garetti che si è assentato al momento del voto). Forza Italia ha scelto di astenersi. L’entità della tassa verrà ora decisa dalla giunta ed entrerà in vigore dal prossimo 1 gennaio 2016.

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