«Nel rapporto tra Comune e Demanio tutto è stato condiviso con la città»

Il Partito Democratico, per voce del segretario provinciale Silvio Bisotti, respinge al mittente le accuse di Massimo Trespidi che ha segnalato la presenza "ingombrante" del direttore dell'Agenzia del Demanio Roberto Reggi nelle scelte del Comune di Piacenza sul futuro urbanistico della città

Piroli, Reggiani, Bisotti e Fiazza nella sede Pd

Quando il capogruppo di “Liberi” Massimo Trespidi, durante il Consiglio comunale del 29 novembre, ha tuonato contro Roberto Reggi, i consiglieri del Partito Democratico erano momentaneamente assenti dall’aula. Da loro, perciò, non è arrivata nessuna replica in aula e i colleghi di “Piacenza Più” – alleati del Pd alle ultime elezioni - Roberto Colla e Paolo Rizzi si sono ben guardati dal rispondere alle accuse di Trespidi. Al capogruppo di Liberi risponde così a distanza il segretario provinciale del Pd Silvio Bisotti, che ben conosce l’argomento in questione – il rapporto tra Comune di Piacenza e Agenzia del Demanio – essendo stato negli ultimi cinque anni assessore all’urbanistica.

«Ci ha sorpreso – ha spiegato Bisotti nella sede Pd insieme al segretario cittadino Annalia Reggiani e ai consiglieri Giulia Piroli e Christian Fiazza - come è stato presentato l’ordine del giorno sulla "mappa di rigenerazione urbana". Trespidi ha toccato temi non precisi e inaccettabili. Sia il sindaco Barbieri che Trespidi possono stare tranquilli: Reggi non vuole togliere responsabilità e prerogative all’attuale Amministrazione, così come non ha fatto in passato con la Giunta Dosi. Forse Trespidi, occupato in questi anni in altre istituzioni – è stato presidente della Provincia dal 2009 al 2014, nda -, non lo sa, ma in questi anni in Comune si è lavorato al Psc, il piano strutturale comunale,  con 35 sedute di commissione. Qua sono stati affrontate una per una tutte le trasformazioni delle aree demaniali, in maniera puntuale e condivisa». Il Pd fa quadrato e respinge le accuse nei confronti di uno dei suoi massimi dirigenti, ora impegnato a Roma nel ruolo di direttore dell’Agenzia del Demanio.  «La valorizzazione degli immobili – prosegue Bisotti - non più funzionali alla Difesa e al Demanio è ispirata a principi di cooperazione e co-pianificazione tra gli enti. Piacenza è regista della pianificazione urbanistica, lo Stato è il proprietario dei beni. Il federalismo demaniale di questi anni è stato portato avanti insieme, con la massima trasparenza. Qualsiasi destinazione d’uso va infatti approvata dal Comune di Piacenza».

IL RAPPORTO TRA COMUNE E DEMANIO

Il segretario Bisotti ha passato in rassegna tutte le partite che vedono coinvolto il Demanio di Reggi e il Comune. «Abbiamo incassato un milione e 800mila euro “cash” dal Demanio per aver facilitato l’autorizzazione urbanistica, in breve tempo, su caserma De Sonnaz, caserma Cantore, caserma Alfieri, De Benedettine. Abbiamo portato a casa dopo anni il piano caricatore dove si è installata la nuova autostazione del trasporto pubblico. Prima d’ora non era mai stato autorizzato l’utilizzo di quell’area».

«Abbiamo ottenuto a titolo gratuito tutto il Laboratorio Pontieri per noi e per la Provincia, la rimessa locomotori Berzolla (con la partecipazione al Bando Periferie che porterà in dote 8 milioni di euro). Sono diventati nostri bastione Sant’Agostino e Bastione Corneliana. Stiamo inoltre acquisendo l’area tra piazzale Malta e via XXIV Maggio in cui il Comune realizzerà la bretella di collegamento: attendiamo la formalizzazione del passaggio per aiutare il traffico e la viabilità cittadina».

«Sull’ex ospedale militare il discorso è semplice: la proposta di uno studio di fattibilità l’ha fatta il Demanio. Non c’è nessuno vincolo e impegno del Comune su una futura destinazione. Il Demanio sta pagando uno studio di fattibilità, poi sarà compito del Comune decidere cosa fare. Sono stati promossi bandi di valorizzazione dei bastioni e torrioni e per la chiesa di Sant’Agostino. Questi beni sono vincolati dalla Soprintendenza, hanno una destinazione precisa, non si possono trasformare in maniera creativa come fa credere qualcuno. Il Demanio ha avviato un’ampia consultazione pubblica con Open Day. Sono state raccolte le manifestazioni d’interesse dei privati e in seguito sviluppati bandi pubblici per la loro valorizzazione, con investimenti di privati. Insomma, niente all’oscuro della città. E pare che quasi tutti abbiano avuto adesioni e siano su un percorso ben delineato. E tutti questi progetti sono stati approvati dalla Soprintendenza». La discoteca a Porta Borghetto? «Tutto deve essere compatibile con il Rue e con le altre normative. Non vedo motivo per “gridare al lupo al lupo”. Il Comune ha l’onere e l’onere di gestire la situazione. Il Demanio non ha fatto favoritismi a Piacenza, ha fatto le stesse cose in tante città italiane. Non ci sono “stranezze”: Reggi è l’ex sindaco di Piacenza ma si è comportato seguendo la Par Condicio».

Infine, una replica a Foti, che aveva citato l’esempio del trasferimento dell’Agenzia delle Entrate da via Modonesi ai locali di proprietà del Demanio nella zona della chiesa del Carmine. Secondo Foti la decisione di trasferire lì i lavoratori cozza con la poca disponibilità di parcheggi nella zona. «Sta all’amministrazione attuale – risponde Bisotti - dare una risposta definitiva sui parcheggi di piazza Cittadella. Sia su quelli interrati già frutto di un progetto, sia per quelli in superficie coinvolti nel "bando periferie". Il Comune ha tante cose da fare, speriamo le faccia».

«FOTI E TRESPIDI COME BORG E MCENROE»

In Consiglio comunale, dopo gli strali di Trespidi contro Reggi, si sono aggiunti quelli di Tommaso Foti (Fratelli d’Italia). «Uno scambio di palleggi tra tennisti – ha commentato Fiazza - ricorda il film nelle sale adesso tra Mcenroe e Borg. Reggi ha governato fino al 2012, tutte le scelte sull’urbanistica sono state di competenza delle commissioni e del Consiglio. Noi comunque siamo stati più attenti alle istanze dell’opposizione quando guidavamo il Comune». «Questo “disegni di Reggi” – ha aggiunto il segretario cittadino Reggiani - criticati da Trespidi sono passati sui tavoli del Consiglio e della Commissione in cui erano presenti buona parte dei consiglieri di maggioranza, e alcuni di questi sono ora assessori».

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