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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Politica

Raggi (Idv): «I rifiuti extraprovinciali devono portare a una riduzione della Tari»

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento del consigliere comunale dell’Italia dei Valori Samuele Raggi sull’articolo 35 del decreto legge “Sblocca Italia”

«I piacentini – spiega in un comunicato Samuele Raggi dell’Italia dei Valori - ricorderanno come all’epoca, nonostante l’annosa emergenza rifiuti, la realizzazione del termovalorizzatore non fu una scelta semplice; poi le campagne di educazione ambientale hanno consentito di potenziare le raccolte differenziate. Così nella gestione dei rifiuti abbiamo raggiunto, a differenza di tante altre regioni, una sostanziale autosufficienza. Tra qualche mese, per ovviare alle mancanze di quelle Regioni che in questi anni non hanno intrapreso alcun percorso di autosufficienza e per scongiurare sanzioni dall’Europa, dovranno essere i territori virtuosi dell’Emilia Romagna a fare i conti con tonnellate di rifiuti provenienti dal resto d’Italia e a farsi carico dei disagi ambientali, sanitari e sociali conseguenti.

Ciò accadrà grazie ad un colpo di mano del governo che con l’art. 35 del decreto “Sblocca Italia”, in fase di conversione, ha introdotto il superamento del vincolo di territorialità del conferimento, in palese violazione del principio europeo per cui “chi più inquina più paga”. Già il Piano regionale dei rifiuti consentiva una circolazione degli stessi in ambito regionale, ma ora si va oltre. Il decreto definisce gli impianti come “infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale ai fini della tutela della salute e dell’ambiente” (sic!). In sostanza si istituisce una rete nazionale di smaltimento a servizio dello Stato, non più dei territori. E sconcerta lo scarico di responsabilità del ministro dell’Ambiente Galletti il quale, anziché commissariare le Regioni inadempienti, afferma che “chi non vuole il trasferimento dei rifiuti da altre regioni deve offrire una soluzione alternativa”. Una logica da brividi, sempre che il trasferimento dei rifiuti al nord non sia un modo per mettere le mani avanti, la contromoneta della prossima localizzazione al sud del deposito unico delle scorie nucleari.

A parte le dietrologie, l’art. 35 dello Sblocca Italia non può non preoccupare anche i piacentini per quell’inciso nel comma 2 che modifica le autorizzazioni per gli impianti, anche già esistenti, prevedendo la “saturazione del carico termico”.  La procedura di screening avviata in Provincia da Tecnoborgo chiede di portare a 120.000 tonnellate/anno, il massimo, la quantità di rifiuti da trattare nel termovalorizzatore. Dal momento che la novella non parla più di tonnellate da incenerire ma di carico termico, un valore che sembra venir rivisto rispetto all’attuale, al ribasso, significa che per arrivare a saturazione del carico termico potrà aumentare anche il numero delle tonnellate? E’ un dubbio al quale occorre fornire subito una risposta.  Sembra chiaro, in ogni caso, che chi ha un inceneritore vicino a casa dovrà “fumarsi” anche rifiuti altrui e visto il modo di procedere del governo sembra lecito attendersi che proteste, appelli, lettere di amministratori ed emendamenti saranno spazzati via dall’ennesimo voto di fiducia. La costruzione dell’inceneritore a Piacenza fu accompagnata, a suo tempo, dalla promessa (poi regolarmente smentita) di riduzione delle bollette per i cittadini. E’ troppo chiedere che almeno i proventi dello smaltimento dei rifiuti extraprovinciali non vadano ad ingrassare i profitti della multiutility ma a sgravare la Tari dei piacentini?»

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