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Con l'auto da "Fast & Furious" razziavano l'Appennino, arrestati

Due fratelli cuneesi di etnia sinti sono stati arrestati dai carabinieri di Borgotaro (Parma): avrebbero messo a segno almeno sedici colpi in abitazione. Si muovevano con un'auto modificata per fuggire dalle forze dell'ordine con manovre spericolate

L'auto abbandonata lo scorso 6 gennaio tra Bardi e Morfasso dai ladri

Corse spericolate sulle strade dell’Appennino Parmense, Piacentino e Ligure con un’auto modificata per speronare le pattuglie dei carabinieri e dei proprietari delle villette che, dopo aver subito i furti, si mettevano sulle tracce dei ladri. Sembrano scene della serie “Fast & Furious” ma è quanto accaduto realmente in collina il 6 gennaio 2019. Quella sera un 52enne e un 49enne, fratelli di etnia sinti con diversi precedenti e residenti a Cuneo, dopo l’ennesimo colpo nella zona tra Bardi e Morfasso avevano abbandonato la loro auto al termine di un folle inseguimento. E' stato più di un anno di indagini per i carabinieri di Borgo Val di Taro che questa mattina, insieme ai colleghi di Cuneo, li hanno arrestati. In provincia di Piacenza hanno messo a segno furti nella zona di Morfasso e Castellarquato.

FURTI CON L'AUTO DA "FAST & FURIOUS"- L’operazione prende il nome dal titolo della serie televisiva statunitense basta su corse e battaglie d’auto. La loro “Golf” era speciale, modificata appositamente per agevolare la fuga nel caso fossero stati individuati dalle Forze dell'ordine. Avevano installato pulsantiere e dispositivi per spegnere rapidamente tutte le luci o accendere una sirena e i lampeggianti blu simile a quelli dei carabinieri. Altri ancora attivavano un disturbatore di frequenze utilizzato per impedire ai telefoni cellulari di ricevere o trasmettere onde radio.

L'INSEGUIMENTO DEL 6 GENNAIO 2019 - Quando il sei gennaio 2019 i due si trovavano nei pressi del confine tra il Parmense e il Piacentino, nelle frazioni di Bedonia, Bardi e Morfasso, erano stati pedinati in auto dai residenti della zona: alcuni giorni prima quella Volkswagen “Golf” con cui si muovevano, era stata avvistata nelle strade dei centri abitati dopo i colpi in abitazione. Qualcuno aveva segnalato gli spostamenti ai carabinieri che si erano messi subito sulle loro tracce. Poi l’inseguimento che si era concluso vicino ad una boscaglia nel comune di Bardi. Il 52enne e il 49enne erano riusciti scappare e i militari dell’Arma avevano dato il via alle indagini partendo proprio dall’auto abbandonata e carica di materiale rubato nelle abitazioni della vallata.

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LE INDAGINI - L'indagine non è risultata semplicissima in quanto per non dare nell’occhio i due fratelli cambiavano spesso le targhe rubandole da altre20200611 (CC - Borgo val di taro).foto-2 autovetture, o modificavano il colore della carrozzeria. Qualcosa ha però portato i militari dell’Arma ad individuare il proprietario, un cittadino italiano di etnia sinti residente a Cuneo. Così sono state avviate ulteriori indagini coordinate dalla Procura di Parma che, attraverso intercettazioni, appostamenti e testimonianze delle vittime dei furti avvenuti le settimane prima, hanno permesso di ricostruire gli spostamenti dei due cuneesi, imputandogli in tutto sedici tra furti e tentati furti consumati tra Parma, Piacenza e Genova. Ora si trovano in carcere a Parma e sono accusati anche di porto ingiustificato di armi, installazione di apparecchiature atte ad intercettare od impedire comunicazioni telefoniche, alterazione di mezzi di trasporto, possesso di segni distintivi contraffatti in uso ai Corpi di polizia, falsità materiale commessa da privato, resistenza a pubblico ufficiale.

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